Cagliari, un tappeto di siringhe usate: “I drogati? Intoccabili”-VIDEO

Tra sporcizia ed escrementi, il VIDEO che mostra la vergogna delle siringhe a san Michele. Gli anziani del quartiere: “Abbiamo paura di trovarceli davanti a casa”

Ancora siringhe, un tappeto di siringhe usate, tra sporcizia, escrementi ed il viavai incessante di decine di giovani tossicodipendenti. Gli “Intoccabili”, li definiscono gli anziani del rione, “non puoi fargli niente, ma dobbiamo solo temere di trovarceli davanti, col pericolo delle aggressioni” – è il coro unanime di chi vive tra via Betto Alliata, via Ranieri Sampante, Cornalias e Serbariu. Quel che è peggio, come da sempre accade, davanti a case, palazzine, tra i giardini o quel che resta, del poco verde pubblico a disposizione per i cittadini oramai esausti.

Continua la nostra denuncia che mette in risalto i problemi di un quartiere spesso dimenticato dalle amministrazioni comunali: non basta asfaltare le strade – affermano gli abitanti – la verità è che qui siamo ostaggio dei drogati, abbiamo paura di uscire o di portare a spasso i cani o semplicemente di affacciarci alle finestre. Veniamo insultati – afferma un’anziana donna, che preferisce mantenere l’anonimato, come in tanti del resto – ogni giorno qui è emergenza. I tossici stazionano qui sotto – indica una giovane mamma col figlioletto – vede, qui sotto, sotto i nostri balconi. Arrivano già con la siringa in mano, da via Seruci o da via Timavo, preparano la dose e si iniettano l’eroina o chissà quale altra porcheria, sporcano di sangue, spesso si accasciano per terra. Nessuno può far nulla? Dove sono le autorità preposte a tutelarci? Nel video-denuncia di quest’oggi, Castedduonline.it mostra la pericolosità per la presenza costante di siringhe, nel piccolo “bunker-nascondiglio” ricavato dai tossici tra una palma e le siepi. In questa zona, è facile non essere visti dai passanti, ma dalla via Cornalias, chiunque vede questo schifo. Nei prossimi servizi, continueremo a raccontarvi quel che accade in quel quartiere, San Michele, ancor’oggi etichettato da tanti come rione di serie “B”. Servizio del giornalista/fotografo, Alessandro Congia preprod.castedduonline.localmente.it


In questo articolo: