Resti della Karalis romana emergono in piazza Gramsci: la scoperta

Scoperto durante i lavori di restauro della piazza un cippo sepolcrale, come quelli segnalati dai pionieri dell’archeologia in Sardegna – VIDEO –

A pubblicare per primi una immagine sono stati gli internauti di Facebook tra un selfie e una fotografia furtiva, scattata al di là delle reti. 

Sulle prime, però, quella che sembrerebbe una colonna romana è in realtà un cippo, antichissimo. Ad osservarlo bene, questo grande blocco calcareo scoperto in piazza Gramsci, scopriamo che è stato ben rifinito con l’arte dello scalpello, reca anche una parte liscia con presunte incisioni. Nel complesso è simile a una botte. Una piccola botte come quelle usate per conservare il vino. 

Eh allora, di cosa si tratta? 

Potrebbe trattarsi di un cippo sepolcrale. Appunto di un cippo “a botte” posizionato generalmente su una antica tomba. Cippo funerario. Come quelli segnalati dai pionieri dell’archeologia in Sardegna. Se così fosse, questo elemento è quasi certamente del periodo romano  andrebbe salvato, studiato, valorizzato. Magari! 

A riportarlo alla luce questa mattina durante i lavori per il rifacimento di piazza Gramsci, sono stati gli operai, da settimane al lavoro nel centro storico di Cagliari che un tempo era abitato dagli antichi Romani. 

Basti pensare che in questa zona era presente anche la non molto distante Fullonica, un luogo per la tintura delle stoffe a base di inchiostri vegetali e urina

Ma anche nella vicina via Lanusei sorgono resti di edifici del periodo romani scavati, in passato, dall’archeologa Donatella Mureddu che sull’argomento, ha scritto anche un libro, ricco di dati storici. Nel frattempo in piazza Gramsci cresce la curiosità e il fascino per quanto sta affiorando. Le auto sfrecciano, il semaforo funziona e la modernità con la storia si incontrano sotto il manto d’asfalto appena rimosso. 

Nelle vicinanze di viale Regina Margherita, a proposito di asfalto, esisteva anche una necropoli e un altro luogo di sepoltura stava nel Bastione detto dei morti appunto, nella zona occupata dall’ex hotel la Scala di Ferro. E, dentro il cantiere di piazza Gramsci, circola la voce di un buco sul terreno, che da diretto accesso al sottosuolo. Si ipotizza una cisterna. 

IPOTESI  a parte, saranno gli studiosi della Soprintendenza archeologica, magari, a pronunciarsi. Sul posto è intervenuto nella tarda mattinata il sindaco Massimo Zedda. Con lui, l’architetto Maria Luisa Mulliri e il dirigente comunale Daniele Olla, hanno parlato della bellezza del reperto ritrovato. Sul posto è atteso anche l’intervento del soprintendente archeologo, Marco Minoja. 

Nel frattempo i lavori sono stati temporaneamente sospesi per capire se spostare l’antico manufatto o a chiare uno scavo archeologico d’urgenza.

Del resto, accanto al cippo antico, sono presenti pietre posizionate come a formare una pavimentazione. Sotto sotto ci sarà una tomba?  “Forse quella del possibile intestario della pietra sepolcrale” idealizza curiosone un bimbo, che tiene in mano un lecca lecca e osserva quel che accade nello scavo.


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