Mura antiche, sicuramente sono i resti del porto, ma non è una novità, perché è ben risaputo che sotto la vita quotidiana e frenetica si cela, soprattutto in via Roma, quella che il tempo ha fermato e che racconta le opere di chi ha vissuto decine di secoli fa.
La rabbia dell’ex presidente della Regione Mauro Pili: “Prima arriva la ruspa, poi affiora la storia, interviene la Soprintendenza, si ferma lo scavo, si stende il telo, si prepara la variante. Via Roma, il cantiere della vergogna”.
“La Cagliari antica finita sotto i teli, la città in ostaggio, un intero centro storico sequestrato da una metropolitana fantasma. Via Roma sventrata da un cantiere infinito, zero lavoratori, zero mezzi, imprese sparite”.
Tutto fermo insomma, ora si deve capire come andare avanti, cosa fare innanzi alle “strutture murarie storiche affiorate”.
“I rinvenimenti sono numerosi e distribuiti lungo il fronte strada, ora servirà una revisione complessiva del progetto visto che sarebbe un crimine trasformare quei ritrovamenti sotto i teli in cemento armato sopra la storia di Cagliari”.
Si auspica che le meraviglie riaffiorate possano essere trasformate in un museo a cielo aperto, “in un percorso visibile e fruibile sul fronte del mare”.
Si vedrà, per il momento l’unica certezza sono gli “scavi aperti, acqua stagnante, aree transennate, soprattutto teli bianchi ovunque imposti per nascondere i rinvenimenti archeologici della città antica”.
“C’è una Cagliari che accusa chi ha scavato senza aver prima studiato, cercato e progettato.
Non per seppellire la storia, ma per valorizzarla e integrarla con la vita quotidiana di una città antica, non un’anonima zona industriale”.












