Troppa corrente nelle linee che vanno in tilt per l’ennesima volta. Critico l’ex governatore Mauro Pili che, in un post social, spiega: “Il generatore è in pieno centro storico di Cagliari, a ridosso della chiesa di Sant’Eulalia, tra abitazioni, ristoranti, attività e turisti. Tra notti di blackout, nel cuore della Marina, sbuca l’ennesimo gigantesco generatore industriale, rumoroso, invasivo, piazzato tra le case come se tutto questo fosse normale. Gran parte del quartiere è rimasto senza energia dalla sera fino alla mattina, decine di attività sono state costrette a chiudere, prenotazioni annullate, frigoriferi e congelatori spenti, merce a rischio e danni economici enormi”.
Come il resto della Sardegna, anche Cagliari fa i conti con una rete che non è capace di sopportare il carico di energia che circola in entrata e in uscita.
Si, perché non era progettata per accogliere quella prodotta dalle rinnovabili installate sui tetti delle case, ma solo per trasportarla dalle centrali alle case. Si aggiunge il caldo, il sovraccarico e il blackout è servito.
Nessun comune è esente dai disagi, giorni e notti senza corrente per decine di migliaia di cittadini in tutto l’hinterland cagliaritano hanno segnato questa lunga estate anomala e il capoluogo non è stato escluso: ” Il centro storico della città capoluogo non viene alimentato da una rete affidabile, ma da una centrale diesel mobile parcheggiata davanti a una chiesa e sotto le finestre dei residenti. Basta con la favoletta del caldo che fa saltare la corrente, il sovraccarico estivo.
Il caldo non spiega una rete incapace di reggere consumi estivi prevedibili.
Il caldo non giustifica interi quartieri lasciati senza corrente per ore.
Il caldo non cancella i danni subiti da ristoratori, commercianti e famiglie.
La verità è che miliardi di euro sono stati destinati a foraggiare grandi opere funzionali agli affari green, al Tyrrhenian Link, agli elettrodotti, alle connessioni e alla speculazione energetica.
Per portare l’energia fuori dalla Sardegna si costruiscono opere mastodontiche e miliardarie, per portarla dentro le case e le attività dei sardi si trascinano generatori diesel nel cuore delle città”.
Un paradosso, insomma: grandi lavori per il maxi cavo che collega la Sardegna alla Penisola ma pochi per le linee già esistenti che saltano in estate come in inverno dopo un acquazzone.
Non solo: per Pili cresce il business dei generatori.
“Noleggio, trasporto, installazione, collegamento, assistenza, rifornimento e funzionamento continuo.
Milioni di euro movimentati mentre la rete ordinaria continua a crollare. Il generatore non è più l’eccezione, ma la stampella permanente di un sistema elettrico allo sbando.
Dalla Marina di Cagliari al cuore catalano di Alghero, dai quartieri ai paesi, si moltiplicano centrali mobili piazzate ovunque e pagate a peso d’oro.
Lo scandalo non è il generatore usato per ripristinare il servizio,
lo scandalo è aver trasformato l’emergenza in un mercato permanente”.












