Esposto dell’USB PI SANITÀ a Carabinieri NAS e SPRESAL: “Infrante le norme su orari di lavoro e riposi. A rischio l’accredito della Neuropsichiatria Infantile.”
” La situazione della sanità sarda tocca un nuovo punto critico e questa volta i riflettori si accendono sulle corsie del Presidio Ospedaliero Microcitemico “A. Cao” dell’ARNAS “G. Brotzu” di Cagliari, dove la gestione del personale e la tutela della sicurezza hanno ormai oltrepassato la soglia di guardia”. La USB PI Sanità, unitamente al proprio Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), ha formalizzato un dettagliato ed ennesimo esposto-denuncia indirizzato allo SPRESAL della ASL di Cagliari e ai Carabinieri del N.A.S., sollecitando un intervento ispettivo indifferibile presso la Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza. Nel frattempo, ad aggravare un quadro già drammatico, si assiste a una vera e propria fuga di professionisti, con le continue dimissioni di infermieri e medici stanchi di operare in tali condizioni di costante emergenza.
A far scattare l’allarme formale è l’analisi scientifica e documentata dei turni di servizio ufficiali programmati per il mese di settembre 2026, un prospetto orario che mette a nudo l’irragionevolezza della pianificazione e la sistematica violazione delle norme poste a tutela sia dell’orario di lavoro sia della salute dei lavoratori. La carenza d’organico, denunciata a più riprese ma rimasta inascoltata, viene tamponata attraverso espedienti organizzativi che rasentano l’artificio: nel tabellone figurano infatti dipendenti in organico teorico che non prestano servizio da anni o persino personale già dimessosi e mai sostituito. La situazione è talmente paradossale che la stessa amministrazione ha introdotto nei prospetti orari una vera e propria voce denominata “TURNI SCOPERTI”, una resa contabile che ammette l’impossibilità di coprire le ventiquattr’ore con l’organico ordinario se non ricorrendo a continui rattoppi, prolungamenti e chiamate d’urgenza.
Ciò che emerge con maggiore gravità è la trasformazione di strumenti d’emergenza in prassi ordinaria di gestione. La reperibilità notturna viene ormai programmata sistematicamente in coda al turno diurno, costringendo i professionisti sanitari a rimanere operativi o a disposizione per oltre diciannove ore consecutive. Un carico psico-fisico insostenibile che travalica i limits del buon senso e devasta le garanzie sul riposo continuativo previste dalle direttive europee e dal D.Lgs. 66/2003. Gli operatori si trovano incastrati in sequenze di “doppie notti” interrotte da pause irrisorie, con continue rettifiche manuali del calendario di lavoro per far fronte alle assenze improvvise dei pochi superstiti.
Questa catena di montaggio assistenziale non rappresenta soltanto una palese infrazione normativa, ma un fattore di rischio diretto per l’incolumità degli operatori e dei piccoli pazienti. In un reparto ad altissima complessità come la Neuropsichiatria Infantile, dove gli episodi di eteroaggressività richiedono prontezza e lucidità, impiegare personale esausto e a un passo dal burn-out significa spalancare le porte all’errore clinico e all’incapacità di gestire le emergenze comportamentali. Le condotte organizzative adottate mettono in discussione la stessa permanenza dei requisiti minimi autorizzativi e dell’accredito istituzionale della struttura, un fattore che rischia di compromettere l’offerta sanitaria per l’intera collettività.
L’azione del sindacato muove da lontano e fa seguito a mesi di segnalazioni inviate agli organi competenti, estendendosi anche ad altre gravi criticità strutturali dell’ospedale Microcitemico, tra cui la gestione dei rischi di incendio, il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi e le condizioni di sicurezza nei reparti, compresi i rischi legati allo stoccaggio dell’azoto liquido e all’idoneità delle sale operative in altri settori assistenziali. La richiesta rivolta allo SPRESAL della ASL di Cagliari e al Comando NAS è ora netta e definitiva: accedere con urgenza alla struttura, acquisire i registri effettivi delle timbrature, verificare la permanenza dei requisiti assistenziali e sanzionare le violazioni normative, prima che l’accumulo di stress, precarietà e l’emorragia prolungata di personale si traducano in un danno irreparabile per i lavoratori e per i cittadini.










