Cagliari, uscire la sera e pensare già a come tornare a casa: la paura delle ragazze
A Cagliari uscire da sole significa ancora fare attenzione a chi ti segue, a quale strada prendere e a come tornare a casa: una città davvero sicura per le sue ragazze?
Una chiamata mentre si cammina. Le chiavi già in mano. La posizione condivisa con un’amica. Una strada evitata anche se sarebbe quella più veloce. A Cagliari, per molte ragazze, tornare a casa da sole significa anche questo.
Non serve necessariamente che sia già successo qualcosa. A volte basta una persona che cammina dietro per cambiare marciapiede. Oppure una strada troppo buia, una fermata vuota, un gruppo di ragazzi incontrato lungo il percorso.
E così una serata normale può finire con la stessa domanda: «Come torno a casa?».
Il tema della sicurezza delle donne, intanto, continua a comparire nella cronaca cittadina.
Nel 2025 erano state diverse le segnalazioni di molestie rivolte a donne che si trovavano da sole per strada. La polizia aveva raccolto numerose testimonianze e un uomo era stato denunciato.
Poi altri episodi. A Marina Piccola una ragazzina aveva raccontato di essere stata molestata mentre si trovava nella zona. A luglio, invece, una ragazza aveva denunciato un’aggressione nel centro di Cagliari durante il rientro a casa dopo una serata fuori.
E ancora, a Ferragosto, una sedicenne ha denunciato di essere stata molestata su un autobus mentre tornava a casa con un’amica. Un altro episodio, nei giorni scorsi, ha riguardato una quindicenne alla fermata di piazza Matteotti, dove, secondo il racconto della madre, la ragazza sarebbe stata avvicinata e intimorita da un gruppo di ragazzi.
Storie diverse, persone diverse, luoghi diversi; ma c’è qualcosa che le accomuna: sono situazioni che possono cambiare completamente il modo in cui una ragazza vive una città. Perché la paura non comincia necessariamente quando succede qualcosa, ma comincia anche prima.
Quando mandi un messaggio alla tua amica per dirle che stai tornando. Quando fingi di essere al telefono. Quando acceleri il passo perché qualcuno ti sta seguendo. Quando attraversi la strada per non passare vicino a un gruppo di persone. Quando aspetti davanti al portone perché vuoi essere sicura che chi ti cammina dietro abbia proseguito. Sono piccole cose che diventano abitudini.
Perché il tema della sicurezza non riguarda soltanto le denunce che finiscono sulla cronaca. Riguarda anche tutte quelle situazioni che non vengono denunciate e che, comunque, cambiano il modo in cui una ragazza attraversa la propria città. E forse è proprio da qui che bisogna partire.
A Cagliari uscire da sole significa ancora fare attenzione a chi ti segue, a quale strada prendere e a come tornare a casa: una città davvero sicura per le sue ragazze?
Una chiamata mentre si cammina. Le chiavi già in mano. La posizione condivisa con un’amica. Una strada evitata anche se sarebbe quella più veloce. A Cagliari, per molte ragazze, tornare a casa da sole significa anche questo.
Non serve necessariamente che sia già successo qualcosa. A volte basta una persona che cammina dietro per cambiare marciapiede. Oppure una strada troppo buia, una fermata vuota, un gruppo di ragazzi incontrato lungo il percorso.
E così una serata normale può finire con la stessa domanda: «Come torno a casa?».
Il tema della sicurezza delle donne, intanto, continua a comparire nella cronaca cittadina.
Nel 2025 erano state diverse le segnalazioni di molestie rivolte a donne che si trovavano da sole per strada. La polizia aveva raccolto numerose testimonianze e un uomo era stato denunciato.
Poi altri episodi. A Marina Piccola una ragazzina aveva raccontato di essere stata molestata mentre si trovava nella zona. A luglio, invece, una ragazza aveva denunciato un’aggressione nel centro di Cagliari durante il rientro a casa dopo una serata fuori.
E ancora, a Ferragosto, una sedicenne ha denunciato di essere stata molestata su un autobus mentre tornava a casa con un’amica. Un altro episodio, nei giorni scorsi, ha riguardato una quindicenne alla fermata di piazza Matteotti, dove, secondo il racconto della madre, la ragazza sarebbe stata avvicinata e intimorita da un gruppo di ragazzi.
Storie diverse, persone diverse, luoghi diversi; ma c’è qualcosa che le accomuna: sono situazioni che possono cambiare completamente il modo in cui una ragazza vive una città. Perché la paura non comincia necessariamente quando succede qualcosa, ma comincia anche prima.
Quando mandi un messaggio alla tua amica per dirle che stai tornando. Quando fingi di essere al telefono. Quando acceleri il passo perché qualcuno ti sta seguendo. Quando attraversi la strada per non passare vicino a un gruppo di persone. Quando aspetti davanti al portone perché vuoi essere sicura che chi ti cammina dietro abbia proseguito. Sono piccole cose che diventano abitudini.
Perché il tema della sicurezza non riguarda soltanto le denunce che finiscono sulla cronaca. Riguarda anche tutte quelle situazioni che non vengono denunciate e che, comunque, cambiano il modo in cui una ragazza attraversa la propria città. E forse è proprio da qui che bisogna partire.











