Cagliari, sangue e violenza alla Marina: “Mi sono barricata dentro il locale mentre gli stranieri si picchiavano”

Allarme sicurezza nella città guidata da Truzzu. Jasvir Bhela choccata per la maxi rissa scoppiata davanti al suo ristorantino indiano “tra un gruppo di nordafricani. Sangue sulle vetrate e clienti fuggiti impauriti. Non basta chiudere alle 22:30 per lavorare tranquilli, sono molto arrabbiata perché nessuno ci tutela”.


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È “molto arrabbiata perché nessuno ci tutela” e, in parallelo, è ancora impaurita per ciò che hanno visto, ieri sera, i suoi occhi: “Erano tutti stranieri, sicuramente nordafricani. Hanno iniziato a picchiarsi davanti al panificio e poi sono arrivati praticamente all’ingresso del mio locale”. Jasvir Bhela, titolare da anni di Namastè, ristorantino indiano in via Barcellona a Cagliari, ha vissuto minuti di terrore. Le urla, le bottigliate, i pugni e i calci. E il sangue: “Gli schizzi hanno preso in pieno una delle mie vetrate. Avevo appena ritirato i tavolini, mi sono dovuta barricare dentro sennò starebbero entrati e chissà cosa sarebbe successo. Ogni sabato, ma non solo quel giorno, capitano fatti simili e io non mi sento tutelata. Prima chiudevo a mezzanotte, da tempo cerco di andarmene alle 22:30”. E lei, indiana arrivata in Sardegna che si è creata un lavoro faticoso e onesto, quello della ristoratrice, come i suoi colleghi stringe i denti e va avanti. E tanti ripensano alla fiaccolata per la sicurezza fatta qualche anno fa proprio alla Marina, quando era consigliere regionale, da Paolo Truzzu. Allora attaccava chi governava la città, da quasi cinque anni però la guida lui e i problemi, grossi, nel centro storico, non sono certo diminuiti.
E per chi vive e lavora in alcune zone della città è sempre più difficile resistere: “Quando sono arrivate le forze dell’ordine il gruppo di stranieri era già sparito”, racconta ancora Jasvir Bhela. “Ho visto che hanno fermato due giovani, non so se fossero tra i protagonisti della rissa. Purtroppo, per colpa di situazioni come quella di ieri sera abbiamo sempre meno clienti. E questa è davvero un’ingiustizia”.


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