Assemini, 18 feretri in attesa, “servono nomi e responsabilità”: proseguono le proteste per le salme in attesa di degna sepoltura da settimane, disposte dal sindaco le estumulazioni e riduzioni resti per diverse tombe. I lavori inizieranno a giorni e si concluderanno a settembre.
“Il 28 luglio erano 8 i feretri presenti nella camera mortuaria. Oggi sono diventati 18”. Una situazione che, secondo Massimo Carboni, non può più essere considerata una semplice emergenza, ma rappresenta il risultato di anni di mancata programmazione.
Le fotografie e le segnalazioni, riferisce Carboni, arrivano direttamente dalle famiglie. Diciotto salme ferme da giorni, collocate su scaffalature provvisorie, mentre il numero potrebbe continuare ad aumentare.
“Non è più un’emergenza – sostiene Carboni – è il risultato di sette anni di assenza di programmazione”.
Nel mirino finisce innanzitutto la gestione dei Lavori Pubblici. Carboni sottolinea come la delega sia rimasta, a suo giudizio, sostanzialmente nelle stesse mani per anni, alla quale si aggiungono quattro anni di responsabilità sui servizi cimiteriali.
“In sette anni – afferma – i lavori di ampliamento del cimitero risultano ancora fermi o bloccati. Non sarebbe stata valutata adeguatamente neppure la necessità di un nuovo cimitero e non sarebbe stato predisposto un piano strutturale per le estumulazioni e la realizzazione dei nuovi loculi”.
Carboni pone inoltre la questione dell’utilizzo dei loculi, sostenendo che continuerebbero a essere occupati spazi acquistati da altre famiglie.
“Nonostante questa situazione – aggiunge – i costi dei servizi cimiteriali sostenuti dalle famiglie restano tra i più alti della Sardegna”.
A preoccupare è anche la temperatura all’interno della camera mortuaria. Carboni parla di circa 27 gradi e chiede verifiche immediate sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura.
Il secondo fronte riguarda la responsabilità sui servizi cimiteriali e sulla gestione della camera mortuaria.
Carboni richiama il D.P.R. 285/1990 e, in particolare, l’articolo 64, secondo cui la camera mortuaria è destinata all’eventuale sosta delle salme. Da qui la domanda: può una struttura essere utilizzata per ospitare stabilmente un numero così elevato di feretri, in attesa di una tumulazione che, secondo quanto riferito, potrebbe avvenire soltanto nei mesi di settembre e ottobre?
“L’articolo 65 prevede precise disposizioni igienico-sanitarie. Sono state rispettate? Quando è stato effettuato l’ultimo controllo? Esistono verbali di sopralluogo da parte degli organi sanitari competenti?”, domanda Carboni.
Le richieste rivolte all’amministrazione comunale sono quindi precise: chi sta bloccando i lavori di ampliamento del cimitero?
Perché in questi anni non è stata prevista una soluzione strutturale, compresa l’eventuale realizzazione di un nuovo cimitero?
Chi controlla oggi la camera mortuaria e quando è stato effettuato l’ultimo sopralluogo?
Per Carboni, il problema non riguarda soltanto l’organizzazione di un servizio pubblico, ma soprattutto il rispetto dovuto alle famiglie e ai defunti.
“Ad Assemini le famiglie meritano rispetto. I nostri cari meritano dignità. Non servono più rassicurazioni: servono interventi immediati, responsabilità chiare e un piano concreto”.
Infine, Carboni chiede che anche il sindaco si assuma la propria responsabilità politica sulla vicenda, ricordando che, a suo giudizio, l’attuale amministrazione governa la città da otto anni.
“Dopo sette anni di deleghe e responsabilità – conclude – è arrivato il momento di dare risposte precise alla città. Servono nomi, responsabilità e soluzioni”.













