Cagliari, rischio clinico e condizioni organizzative critiche nei turni infermieristici della struttura di emergenza urgenza pediatrica: “2 unità per turno, situazione che determina una sproporzione tra il carico assistenziale e le risorse disponibili specialmente nei picchi di afflusso”.
È NurSind che denuncia la gravissima situazione legata alla carenza di unità infermieristiche presso la struttura di Emergenza Urgenza Pediatrica e la peculiare caratteristica per cui attualmente, circa metà dell’organico è composto da figure di nuovo inserimento non abilitate al triage.
“Presso questa struttura, da mesi, l’organico infermieristico è ridotto a sole 2 unità per turno, situazione che determina una sproporzione tra il carico assistenziale e le risorse disponibili specialmente nei picchi di afflusso. Inoltre, per tutto il mese di giugno sono stati programmati dei turni nei quali è prevista la presenza di un solo infermiere anziano/esperto e un infermiere di recentissimo inserimento (anche di pochi giorni), talvolta neolaureato e pertanto privo di adeguato periodo di affiancamento/formazione sul campo. Tale assetto di sole 2 unità, risulta particolarmente critico nel contesto del reparto in oggetto ed è aggravato quando per ore consecutive l’infermiere anziano/esperto, unico abilitato al triage, deve dedicarsi esclusivamente a questa attività. Resta adibito all’attività di assistenza in emergenza-urgenza, presso i due ambulatori del servizio, l’infermiere di recentissimo inserimento”.
Complessivamente a giugno, di 12 unità presenti sui 3 turni, 6 sono di nuovo inserimento e non abilitate al triage (di cui solo uno ha frequentato il corso di formazione specifico) e di queste 2 non sono stabilmente assegnate al servizio in oggetto e sono assegnate al servizio solo per 2 settimane al mese.
“Sussiste pertanto, un concreto rischio di errori terapeutici, di errori assistenziali, di ritardi nelle prestazioni, di difficoltà a garantire un’adeguata sorveglianza del piccolo paziente e di aumento degli eventi avversi e dei near miss. Ricordiamo a tal proposito che la L. 24/2017 tutela la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute. Questa situazione comporta anche un processo di inserimento del personale neoassunto inadeguato proprio per l’assenza di un infermiere anziano/esperto che possa dedicarcisi pienamente. La deliberazione n° 2022 del 25 Ottobre 2017 approva la procedura generale per l’inserimento e l’addestramento del personale neoassunto o assegnato a nuove funzioni e evidenzia che l’azienda ritiene strategico curare l’inserimento, la formazione e l’addestramento del personale neoassunto.
Il lavoratore è inevitabilmente esposto ad un rischio concreto per la propria salute, si chiede con urgenza la revisione dei turni, garantendo la presenza di personale adeguatamente formato e numericamente sufficiente per le esigenze di una struttura deputata all’emergenza urgenza pediatrica; un percorso strutturato per l’affiancamento e l’inserimento del personale di nuova assegnazione al reparto; garanzia di copertura dell’attività di triage senza compromettere le altre attività assistenziali.
Si fa presente che quando abbiamo lamentato questa situazione dinanzi la Direzione non abbiamo ricevuto risposte assertive ma addirittura richieste di suggerimenti risolutivi e risposte quasi di scherno sull’impossibilità di assumere nuovo personale per poter formare il nuovo personale”.
È NurSind che denuncia la gravissima situazione legata alla carenza di unità infermieristiche presso la struttura di Emergenza Urgenza Pediatrica e la peculiare caratteristica per cui attualmente, circa metà dell’organico è composto da figure di nuovo inserimento non abilitate al triage.
“Presso questa struttura, da mesi, l’organico infermieristico è ridotto a sole 2 unità per turno, situazione che determina una sproporzione tra il carico assistenziale e le risorse disponibili specialmente nei picchi di afflusso. Inoltre, per tutto il mese di giugno sono stati programmati dei turni nei quali è prevista la presenza di un solo infermiere anziano/esperto e un infermiere di recentissimo inserimento (anche di pochi giorni), talvolta neolaureato e pertanto privo di adeguato periodo di affiancamento/formazione sul campo. Tale assetto di sole 2 unità, risulta particolarmente critico nel contesto del reparto in oggetto ed è aggravato quando per ore consecutive l’infermiere anziano/esperto, unico abilitato al triage, deve dedicarsi esclusivamente a questa attività. Resta adibito all’attività di assistenza in emergenza-urgenza, presso i due ambulatori del servizio, l’infermiere di recentissimo inserimento”.
Complessivamente a giugno, di 12 unità presenti sui 3 turni, 6 sono di nuovo inserimento e non abilitate al triage (di cui solo uno ha frequentato il corso di formazione specifico) e di queste 2 non sono stabilmente assegnate al servizio in oggetto e sono assegnate al servizio solo per 2 settimane al mese.
“Sussiste pertanto, un concreto rischio di errori terapeutici, di errori assistenziali, di ritardi nelle prestazioni, di difficoltà a garantire un’adeguata sorveglianza del piccolo paziente e di aumento degli eventi avversi e dei near miss. Ricordiamo a tal proposito che la L. 24/2017 tutela la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute. Questa situazione comporta anche un processo di inserimento del personale neoassunto inadeguato proprio per l’assenza di un infermiere anziano/esperto che possa dedicarcisi pienamente. La deliberazione n° 2022 del 25 Ottobre 2017 approva la procedura generale per l’inserimento e l’addestramento del personale neoassunto o assegnato a nuove funzioni e evidenzia che l’azienda ritiene strategico curare l’inserimento, la formazione e l’addestramento del personale neoassunto.
Il lavoratore è inevitabilmente esposto ad un rischio concreto per la propria salute, si chiede con urgenza la revisione dei turni, garantendo la presenza di personale adeguatamente formato e numericamente sufficiente per le esigenze di una struttura deputata all’emergenza urgenza pediatrica; un percorso strutturato per l’affiancamento e l’inserimento del personale di nuova assegnazione al reparto; garanzia di copertura dell’attività di triage senza compromettere le altre attività assistenziali.
Si fa presente che quando abbiamo lamentato questa situazione dinanzi la Direzione non abbiamo ricevuto risposte assertive ma addirittura richieste di suggerimenti risolutivi e risposte quasi di scherno sull’impossibilità di assumere nuovo personale per poter formare il nuovo personale”.
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