“La Fluorsid ha annunciato che a causa della situazione in Medio Oriente sarà costretta a fermare tre linee produttive e questo porterà a un esubero di personale. Una situazione che i sindacati guardano con enorme preoccupazione anche perché l’azienda è intenzionata a gestire trattative dirette con i lavoratori per le fuoriuscite su base volontaria, anziché avviare una interlocuzione sindacale e avvalersi degli strumenti legislativi previsti per la gestione degli stati di crisi”. Lo denunciano Giampiero Manca della Filctem Cgil, Marco Nappi e Mattia Carta della Femca Cisl e Pierluigi Loi e Davide Collu della Uiltec Uil. “Giovedì scorso si è svolto l’incontro tra Tommaso Edoardo Giulini, azionista di maggioranza Fluorsid, l’amministratore delegato Andrea Alessandro Muntoni e le rappresentanze territoriali dei sindacati. Presenti anche i rappresentanti di Confindustria – ricordano i sindacati – . Nel corso dell’incontro il presidente Giulini ha denunciato la situazione di grande difficoltà in cui versa l’azienda, aggravatasi nell’ultimo periodo a causa della crisi medio orientale con la chiusura dello stretto di Hormuz e con il conseguente bombardamento di alcune raffinerie a cui la stessa forniva la materia prima. Il presidente ha anche evidenziato che anche a seguito di una forte concorrenza da parte dei mercati cinesi non vi sono più le condizioni per mantenere le stesse produzioni di fluoruro d’alluminio rispetto al passato”. È stato lo stesso presidente Giulini, infatti, ad annunciare “la fermata delle linee produttive 1, 2 e 3 a partire da metà giugno – ricordano i sindacati – Secondo quanto riportato dal presidente le produzioni per il futuro passeranno da 100mila tonnellate l’anno a 40mila”. A causa di questa situazione di crisi la Fluorsid già da questo mese “inizierà le interlocuzioni con i lavoratori per la fuoriuscita volontaria”. “Siamo preoccupati della situazione che si sta venendo a creare, il nostro timore è che il caso Fluorsid se non gestito rischi di diventare un’altra crisi nella già martoriata zona industriale di Macchiareddu con la perdita di numerosi posti di lavoro”. La prossima settimana le organizzazioni sindacali incontreranno i lavoratori in assemblea per fare il punto della situazione e pianificare le iniziative da intraprendere.












