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Cagliari, caos pronto soccorso del Santissima Trinità: “Date altri medici ed infermieri“

La risposta al "nessuna emergenza" della Regione. La testimonianza diretta di un medico del Pronto Soccorso: "Quindi i pazienti geriatrici che aspettano nelle barelle un ricovero in geriatria sono turisti? Mah a me non sembrava, ma si vede che non ho verificato abbastanza attentamente".

di Valeria Putzolu
20 Agosto 2026
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, caos pronto soccorso del Santissima Trinità: “Date altri medici ed infermieri“
Cagliari, caos pronto soccorso del Santissima Trinità: “Date altri medici ed infermieri, invece di agire sul numero di posti letto”. La risposta al “nessuna emergenza” della Regione. La testimonianza diretta di un medico del Pronto Soccorso: “Quindi i pazienti geriatrici che aspettano nelle barelle un ricovero in geriatria sono turisti? Mah a me non sembrava, ma si vede che non ho verificato abbastanza attentamente”. Proseguono le polemiche e le prese di posizione sul sovraffollamento dei ps dove le ore di attesa si moltiplicano per chi ha necessità di una prestazione sanitaria, già ampiamente segnalate nel corso di queste ultime settimane dai cittadini, dai medici, dai sindacati, dalle associazioni.

Nuova presa di posizione anche dall’Associazione Emera che torna a rivolgersi all’Assessorato alla luce delle notizie diffuse in questi giorni in merito alla situazione del Pronto Soccorso del Santissima Trinità di Cagliari e alle misure straordinarie adottate dalla ASL di Cagliari per fronteggiare il sovraffollamento e il fenomeno del boarding.
“Riteniamo doveroso richiamare quanto già rappresentato nella nostra nota del 26 maggio scorso, nella quale avevamo evidenziato alcune criticità che, a nostro avviso, avrebbero potuto compromettere la concreta attuazione del modello delineato dal Piano regionale.
In particolare, avevamo sottolineato che il problema del sovraffollamento dei Pronto Soccorso non poteva essere affrontato esclusivamente attraverso la disponibilità o la redistribuzione dei posti letto ospedalieri, ma richiedeva un rafforzamento effettivo della rete territoriale, dell’assistenza domiciliare, delle strutture intermedie e dei percorsi di dimissione protetta.
Avevamo inoltre evidenziato come tale modello richiedesse necessariamente adeguate dotazioni di personale sanitario e una reale capacità organizzativa sul territorio, affinché la presa in carico dei pazienti potesse avvenire in modo appropriato una volta superata la fase acuta della malattia.
Avevamo espresso, in particolare, la preoccupazione che, in assenza di un adeguato potenziamento della rete territoriale, il rischio fosse quello di trasferire le criticità dall’ospedale al territorio senza riuscire a ridurre concretamente la pressione sui Pronto Soccorso” spiega la presidente Francesca Congiu.
“Oggi, a distanza di quasi tre mesi, leggiamo che la stessa ASL di Cagliari individua tra le criticità del sistema proprio la difficoltà nella gestione dei pazienti che, una volta stabilizzati, non necessitano più di cure ospedaliere urgenti, ma necessitano di assistenza sociosanitaria e di un adeguato inserimento nella rete territoriale.
Si tratta di una situazione che conferma la rilevanza delle criticità che Emera aveva già sottoposto all’attenzione dell’Assessorato il 26 maggio.
La nostra osservazione, pertanto, non riguardava esclusivamente l’emergenza contingente di un singolo Pronto Soccorso, ma il funzionamento complessivo del percorso assistenziale: dall’ospedale alla dimissione, dalla fase acuta alla presa in carico territoriale.
Nella risposta ricevuta dall’Assessorato alla nostra precedente comunicazione ci veniva rappresentato che le questioni relative alle dotazioni organiche, alle tempistiche di reclutamento e all’attivazione dei servizi territoriali erano oggetto di “specifica programmazione e monitoraggio”.
Riteniamo pertanto legittimo chiedere oggi quali siano stati, nel frattempo, gli sviluppi concreti di tale programmazione.
Non si tratta di mettere in discussione la necessità di una programmazione regionale, che riteniamo indispensabile, ma di verificare se agli obiettivi programmati stiano corrispondendo interventi concretamente attuati e in grado di incidere sulle criticità già evidenziate.
In particolare, chiediamo di conoscere: quali siano oggi le effettive dotazioni di personale disponibili per sostenere la rete territoriale e i percorsi di presa in carico dei pazienti stabilizzati; quali strutture territoriali e intermedie siano concretamente operative per accogliere i pazienti che non necessitano più di ricovero per acuti; quali siano le tempistiche previste per il completamento e il potenziamento dei servizi territoriali; quali misure siano state concretamente adottate per rendere più efficaci le dimissioni protette e la continuità assistenziale; quali risultati siano stati ottenuti nella riduzione del fenomeno del boarding e della permanenza prolungata dei pazienti nei percorsi ospedalieri; quali siano le azioni previste per evitare che la pressione sui Pronto Soccorso continui a essere affrontata prevalentemente attraverso interventi straordinari sull’organizzazione ospedaliera.
Riteniamo inoltre necessario tornare sulla proposta già formulata da Emera relativamente all’ex Ospedale Marino.
Nella nostra nota del 26 maggio avevamo proposto di valutare la destinazione del presidio quale struttura intermedia pubblica per la gestione di pazienti post-acuti, cronici stabilizzati, fragili e a bassa intensità assistenziale, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, favorire le dimissioni protette e creare un collegamento concreto tra ospedale, territorio e assistenza domiciliare.
L’Assessorato, nella risposta ricevuta, ci aveva comunicato che l’ex Ospedale Marino era “anch’esso oggetto di specifica programmazione”.
A distanza di quasi tre mesi, chiediamo pertanto di conoscere quale sia stato l’esito di tale programmazione e quale ruolo concreto si intenda attribuire al presidio nell’ambito della rete sanitaria regionale.
La questione assume oggi ulteriore rilevanza alla luce delle difficoltà nuovamente evidenziate presso il Santissima Trinità e della stessa necessità, riconosciuta dalla ASL, di garantire percorsi adeguati per i pazienti che hanno superato la fase acuta ma necessitano ancora di assistenza.
Come Associazione Emera riteniamo che il tema debba essere affrontato in una prospettiva strutturale e non soltanto attraverso interventi straordinari adottati quando la situazione raggiunge livelli di particolare criticità.
È proprio su questo punto che avevamo richiamato l’attenzione dell’Assessorato già il 26 maggio: il rafforzamento del territorio deve essere accompagnato da personale, strutture, organizzazione e percorsi assistenziali realmente operativi.
La situazione oggi rappresentata dalla ASL conferma, a nostro avviso, la necessità di dare concretezza a questi obiettivi.
Per questo motivo chiediamo che alla programmazione e al monitoraggio già richiamati nella risposta dell’Assessorato seguano informazioni puntuali sugli interventi effettivamente realizzati, sulle risorse disponibili, sul personale, sulle strutture operative e sulle tempistiche previste.
L’Associazione Emera continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di contribuire a un confronto serio e costruttivo sulla sanità regionale e, in particolare, sulla necessità di garantire ai cittadini un percorso assistenziale appropriato e continuo, dall’emergenza alla presa in carico territoriale”.
Sulla questione interviene anche Tocco (FI): “Pronto Soccorso del Santissima Trinità al collasso. L’Assessorato riapra subito il Marino.
​”La situazione al Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità ha superato ogni limite di tolleranza. Ci troviamo di fronte a una struttura completamente al collasso, con medici, infermieri e personale sanitario stremati da turni insostenibili e carichi di lavoro disumani. Non possiamo più continuare in queste condizioni” spiega Edoardo Tocco, Capogruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Cagliari e Dirigente Regionale del partito.
​”Il Santissima Trinità è un pilastro insostituibile non solo per la nostra città, ma per tutto l’hinterland cagliaritano. Far soffocare un presidio così fondamentale significa mettere a repentaglio la salute e la sicurezza di decine di migliaia di cittadini. Continuo a ripeterlo da tempo e non mi stancherò di farlo: è indispensabile e urgente riaprire l’ospedale Marino per allentare la pressione sui reparti d’emergenza e restituire respiro alla rete ospedaliera locale”.
​”Siamo di fronte a un Assessorato regionale alla Sanità ormai allo sbando, incapace di offrire soluzioni programmate e tempestive. Servono interventi immediati, risorse per il personale e una visione strategica chiara. Cagliari e il suo territorio non possono più attendere”, conclude Tocco.

Tags: Cagliari
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