“Blitz francese per scippare il mare sardo, fermateli”, l’appello di Cicu alla Commissione Europea

L’Europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu scrive al Commissario Europeo per la pesca e gli affari marittimi.  “Serve chiarezza immediata contro il tentativo di appropriazione indebita dei mari sardi. Occorre tutelare le comunità dei pescatori  dal pericolo di uno scippo dei confini intollerabile”.

Una lettera indirizzata direttamente al Commissario Europeo per la pesca e gli affari marittimi, Karmenu Vella, per chiedere spiegazioni immediate sulla decisione intrapresa dalla Francia nei confronti della Sardegna e della Liguria per rielaborare i confini marittimi che dividono l’Italia dallo stato francese.

Così l’europarlamentare del PPE, Salvatore Cicu, e con lui l’europarlamentare del PPE Lara Comi, e il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, in merito alla procedura amministrativa avviata dalla Francia il 26 gennaio scorso e con scadenza imminente al 25 marzo.

“È urgente – ha dichiarato l’eurodeputato – accertare subito tutti gli aspetti di un fatto a dir poco inaccettabile, soprattutto perché le normative legate alle acque internazionali non ricadono nella giurisdizione dei singoli stati, ma sono sottoposte a direttive ed accordi internazionali.

In quest’ottica, il valore giuridico della decisione francese non può avere efficacia nei confronti di un altro Stato con ordinamento giuridico differente. Ciò significa che siamo di fronte ad una violazione  dei diritti dei singoli Stati e con essa un’appropriazione indebita di territori non disponibili all’uso singolo. Non possiamo accettare – ha specificato Cicu – decisioni unilaterali e prive di legittimità giuridica”.

Per l’europarlamentare di Forza Italia, dunque, “occorre tutelare le acque nazionali dal tentativo di sconfinamento territoriale francese, e in più, salvaguardare i diritti delle comunità di pescatori che proprio sulle aree marittime e costiere del nord Sardegna continuano, già da anni, a sopportare una situazione delicata, causa, nel tempo, di continue manifestazioni di disappunto e prevenzione dal rischio di uno scippo intollerabile dei confini”.