Svolta importante nelle indagini circa l’attentato dello scorso 16 ottobre al giornalista Rai Sigfrido Ranucci, davanti casa sua a Pomezia.
Da quanto emerso finora a questi momenti, sono 4 le persone fermate in merito a ciò che è stato compiuto contro il noto conduttore di Report.
In particolare, come descritto nell’ordinanza, tutto sarebbe partito da mail anonima inviata al pm Carlo Villani in cui si cita Antonio Passariello. Secondo l’autore della mail, l’uomo avrebbe agito senza avvertire il clan Moccia di Afragola, a cui sarebbe collegato. Gesto che non sarebbe stato gradito al clan.
I fermi sono avvenuti nelle prime ore di questa mattina nelle province di Napoli e Avellino da parte dei carabinieri di Roma. L’accusa è di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento tutto aggravato dalle modalità di stampo mafioso.
Fondamentali per arrivare alla delicata operazione di questa mattina le intercettazioni e le chat, insieme all’esame dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati.
“Leggere nelle carte lo spessore criminale di queste persone è abbastanza inquietante: volevano far cascare un palazzo, volevano entrare nella storia e, qualcuno, si vanta anche di aver gambizzato delle persone in passato. Credo sia importante che si vada avanti e che si arrivi a tutti i livelli che sono dietro a questo attentato che aveva come unica finalità limitare ulteriormente la libertà di stampa”, le parole di Ranucci a la ‘Vita in Diretta’. Il giornalista fa ringraziato la sua squadra, i carabinieri e la polizia di stato e il “magistrato Carlo Villani che è stato determinante”.













