È la scelta fatta da Mauro Trudu, titolare del ristorante Picanhito nelle Gallerie Ormus, che da alcuni anni ha deciso di affidarsi a un servizio professionale di videosorveglianza e vigilanza privata. “Non voglio dire che San Benedetto sia un quartiere pericoloso, perché non lo è. Ma chi ha un’attività ha il dovere di fare tutto il possibile per tutelare clienti e collaboratori”.
Una decisione maturata non dopo aver subito episodi particolarmente gravi, ma per prevenzione e senso di responsabilità.
“Il nostro locale lavora molto bene ed è pieno tutti i giorni”, racconta Trudu. “Proprio per questo sentiamo il dovere di garantire la massima tranquillità a chi viene da noi. La sicurezza non è solo un compito delle istituzioni, ma anche una responsabilità di chi gestisce un’attività aperta al pubblico.”
Il ristoratore tiene però a precisare un concetto: “Non voglio assolutamente dipingere San Benedetto come una zona pericolosa. È un quartiere tranquillo e non sarebbe corretto raccontarlo diversamente.
Però a Cagliari esistono episodi di microcriminalità, piccoli atti vandalici, risse e situazioni di degrado che spesso non vengono denunciati e che finiscono per incidere sulla percezione di sicurezza.”
Per questo la scelta è stata quella di investire autonomamente in un servizio di controllo.
“Ci affidiamo da anni a un sistema di videosorveglianza e alle guardie giurate e ci troviamo molto bene. È un investimento che abbiamo fatto per garantire serenità ai nostri clienti, ai dipendenti e anche a noi stessi.”
Secondo Trudu, molti commercianti condividono le stesse preoccupazioni.
“Non si tratta di creare allarmismi. Cagliari resta una città vivibile, ma una maggiore presenza sul territorio sarebbe importante, e credo che tutti debbano fare la propria parte”, ha concluso facendo un appello alle Istituzioni.










