Stop ai medici gettonisti, ma la Regione ha già un piano per non subire il contraccolpo. Questa l’affermazione da parte della Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde durante la conferenza “Einstein Telescope: scienza, territorio e sovranità strategica europea”, nell’auditorium di Sa Manifattura a Cagliari.
“In realtà io voglio partire da un presupposto: questa scadenza è nazionale, non è stata portata avanti dalla Regione Sardegna. È una scadenza che ci è stata imposta dal governo.
Ovviamente i pronto soccorso sono dei servizi essenziali. Noi cosa abbiamo già fatto? Abbiamo lavorato con le Asl incentivando la mobilità all’interno delle stesse ASL creando un albo nazionale per poterci muovere con il tempo determinato e quindi con i professionisti a tempo determinato. Stiamo monitorando la situazione ovviamente anche rispetto a quello che succederà, però io voglio partire da un presupposto: noi siamo stati la regione che in due anni ha speso più della Lombardia sui gettonisti. Penso che ci sia un tema etico anche da porsi, perché sicuramente essere dipendenti da un’unica azienda che, voglio dire, al di là di prendersi dei margini non ha lasciato molto ai sardi, credo che sia un meccanismo di cui interrogarsi.
Per cui chi pensa che io possa fare delle ordinanze per mantenerli si sbaglia. Lo farò ovviamente se non ci sarà un’alternativa, al momento le alternative ci sono”.
Todde, come affermato con chiarezza, ha intenzione di andare avanti senza aspettarsi alcun aiuto da Roma: “Noi ci aspettiamo che quello che abbiamo costituito in termini di misure in queste settimane possa reggere i turni, semplicemente. Abbiamo programmato e adesso ci aspettiamo di raccogliere la programmazione”.










