Non ci sarà alcun processo per l’accusa di morte come conseguenza di altro reato nei confronti dei quattro imputati coinvolti nel procedimento aperto a Cagliari per il suicidio di un 28enne di Guspini. Il gup Giorgio Altieri ha stabilito il non luogo a procedere, escludendo un nesso diretto tra i contenuti pubblicati sui social e il gesto estremo del giovane.
Resta in piedi, però, l’accusa di diffamazione: tre dei quattro indagati sono stati rinviati a giudizio per alcuni post comparsi su Facebook.
Al centro dell’inchiesta, secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, vi erano messaggi nei quali il 28enne veniva indicato come presunto molestatore di un gruppo di bambini. Sulla pagina social era stata pubblicata anche la targa della sua auto. Per i familiari, il giovane si sarebbe tolto la vita dopo essere stato ingiustamente esposto alla gogna mediatica online.












