Si chiama Stefania Littera, ha 40 anni, e lotta ogni giorno contro il male diffuso che mette a dura prova il fisico e lo spirito di chi ha la fibromialgia: una sindrome cronica spesso sminuita, sottovalutata ma che rende difficile la vita di chi ci convive ogni giorno e dovrà farlo per tutta la vita.
Associazioni e privati lottano costantemente per tenere alta l’attenzione su questo male, per sensibilizzare sull’argomento attraverso eventi, panchine simboliche e colorando di viola ciò che ci circonda, per rappresentare la lotta contro la malattia invisibile.
Da oggi, grazie a Littera, anche una canzone per indurre a riflettere: anche a lei è stata diagnosticata la fibromialgia, la “bestia” “invalidante, caratterizzata da dolore diffuso in tutto l’apparato muscolo scheletrico, profonda astenia, disturbi del sonno, dolore sordo e acuto, emicrania, cefalea, parestesie, perdita di memoria, disturbi del sonno, problemi gastrointestinali, problemi visivi, dolore al petto e tanto altro.
È come avere il corpo ricoperto di spine, lividi, influenzando negativamente la qualità della vita” spiega Littera. “Tantissime persone come me soffrono di questa malattia ancora non ben riconosciuta. Siamo invisibili, “nessuno ci vede” e soprattutto “nessuno ci crede”.
Ho scritto una canzone per raccontare la mia storia, la nostra storia, a modo mio, per cercare di far capire a tutti come ci si sente”.
La canzone si intola “Viola”, come il colore associato a questo male, “il primo brano dedicato alla fibromialgia, dedicato a noi. Grazie a chi ogni giorno mi sostiene”.












