La Sardegna è la regione italiana dove si registra il maggiore interesse per la ricerca “Telegram casino”. È quanto emerge da un’analisi realizzata da Casinos.com sui dati di Google Trends degli ultimi cinque anni, prendendo in esame quattro parole chiave legate alla ricerca di piattaforme di gioco online prive di concessione italiana.
Per “Telegram casino”, la Sardegna raggiunge il punteggio massimo di 100, insieme ad Abruzzo, Sicilia e Lazio, risultando ai vertici della graduatoria nazionale. La ricerca rimanda ai canali Telegram utilizzati da operatori di gioco privi di autorizzazione italiana per mantenere il contatto con gli utenti e diffondere i nuovi indirizzi attraverso i quali raggiungere le piattaforme.
Il dato sardo emerge anche in altre ricerche, seppure con posizioni differenti. Per “trucchi slot”, l’isola si colloca al quarto posto con un punteggio di 60, alla pari con Puglia e Lazio. Più indietro, invece, per “casinò non AAMS”, espressione utilizzata dagli utenti per individuare operatori privi di concessione italiana: in questo caso la Sardegna è diciassettesima, con 61 punti, insieme alla Liguria. La classifica è guidata dalla Basilicata, con un punteggio di 100. La Sardegna non compare invece nella graduatoria relativa alla ricerca “casinò stranieri”, perché il volume di ricerche registrato non raggiunge la soglia minima necessaria per ottenere un dato statisticamente significativo.
Il particolare interesse per Telegram si inserisce in un fenomeno più ampio legato alla diffusione del gioco online illegale. Secondo il secondo report dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale di Data Room Nexus, a ciascun sito illegale ben posizionato sui motori di ricerca corrisponde una community sulla piattaforma di messaggistica. In alcuni casi, queste comunità arrivano a contare decine di migliaia di iscritti e vengono utilizzate dagli operatori per mantenere i rapporti con i giocatori e comunicare rapidamente i nuovi indirizzi dei siti dopo eventuali oscuramenti.
Il fenomeno assume dimensioni significative anche a livello nazionale. Secondo lo stesso report, nel primo semestre del 2026 quasi mille siti di gioco illegale monitorati hanno totalizzato 37,2 milioni di accessi, riconducibili a circa 9,2 milioni di utenti italiani. La raccolta stimata raggiunge 1,5 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, con una proiezione di circa 3 miliardi su base annua.
Il contrasto al fenomeno presenta inoltre difficoltà legate alla rapidità con cui gli operatori riescono a sostituire i domini oscurati. A un sito bloccato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli può subentrarne in tempi brevi un altro, spesso con le stesse informazioni relative agli utenti e ai saldi disponibili. I canali Telegram contribuiscono quindi a rendere immediatamente disponibili i nuovi indirizzi.
Rispetto agli operatori autorizzati, le piattaforme illegali non sono soggette alle medesime garanzie e agli obblighi previsti dalla normativa italiana. Tra le principali differenze vengono indicate l’assenza di limiti di deposito, della verifica dell’età, dell’accesso al registro nazionale di autoesclusione e di garanzie sul pagamento delle vincite.
“I dati sulle ricerche raccontano il lato meno visibile del fenomeno, quello della domanda”, spiega Daniele Alfieri, Responsabile Media & PR di Casinos.com. “Sapere dove quella domanda è più intensa è utile a chi si occupa di prevenzione e di informazione, perché indica su quali territori è più urgente far conoscere la differenza tra un operatore autorizzato e uno che opera al di fuori di ogni regola e di ogni tutela per il giocatore”.











