Il ponte lungo la sp 4 all’ingresso del paese, storico, caratteristico e datato, necessita da tempo di lavori adeguati per la sua stabilità. Erano stati approvati e avviati dalla Provincia del Sud Sardegna, ma dopo la suddivisione dei nuovi confini, San Sperate è passata alla gestione della Città Metropolitana di Cagliari il 1° giugno 2025.
Il 6 ottobre è giunta la comunicazione dell’approvazione del quadro economico finanziario, assunzione impegni di spesa e conservazione somme in FPV – intervento della ex Provincia del Sud Sardegna “messa in sicurezza e recupero funzionale del ponte”, mentre qualche giorno prima, il 25 settembre, è stata disposta l’ordinanza dirigenziale, la quale indica che “dal giorno 01 Ottobre 2025, sino al termine dei lavori, lungo la strada provinciale SP 4 al Km 10+200, sia istituito il senso unico alternato con apposizione di idonea segnaletica orizzontale e verticale”.
Da allora “tutto tace” tranne la rabbia dei cittadini che continuano a recriminare il diritto di percorrere l’arteria senza pericoli. “Parti in ferro sono esposte alle intemperie climatiche, il ponte è ormai in questo stato di degrado da più di un anno”.
“Non solo si viaggia su una sola corsia (sarebbe il male minore, tutto sommato), ma i lavori che erano cominciati tempo fa sono stati interrotti senza nemmeno avere le accortezze di mettere al riparo dalle intemperie le zone dove si era intervenuto” spiega Daniele M. a Casteddu Online.
“Così in paese ci troviamo ad avere un ponte su cui transita anche il traffico pesante, compresi i pullman per i pendolari, dove su un lato è stato tolto il calcestruzzo in superficie lasciando scoperto il ferro dell’armatura.
Per tutto l’inverno quelle parti scavate si sono trasformate in pozzetti pieni d’acqua, lasciando il ferro in ammollo, con evidenti pericoli per la sicurezza della struttura.
Al momento la situazione non è cambiata e l’acqua è sempre presente nei “pozzetti artificiali”.
Siamo in tantissimi a lamentarci per la situazione”.
“Vogliamo un nuovo ponte più largo e più sicuro” spiega Giovannino S. “uniamo le forze e facciamoci sentire ancora di più” scrive Manuela C













