II pronto soccorso della Sardegna a rischio collasso, tra carenza di personale, afflusso incontrollato di pazienti e mancanza di una rete territoriale efficiente. È il quadro emerso questa mattina nella seduta della commissione sanità del consiglio regionale, presieduta da Carlo Fundoni (Pd), che ha ascoltato direttori dei pronto soccorso e manager delle aziende sanitarie isolane. Dai numeri presentati emerge una situazione critica: nei principali ospedali come il Brotzu di Cagliari si registrano oltre 47 mila accessi annui tra adulti e 18 mila pediatrici, con solo il 26% che necessita di ricovero, causando overbooking nei reparti di medicina interna e chirurgia d’urgenza. Analoghi i dati di Sassari, Carbonia, Iglesias, Muravera e Nuoro, dove i codici bianchi e verdi rappresentano la stragrande maggioranza delle visite, spesso dovute alla carenza di medicina territoriale e guardie mediche.
I medici sottolineano il ruolo cruciale dei cosiddetti “gettonisti”, professionisti a contratto che hanno garantito l’apertura dei pronto soccorso in molte strutture. “Se i gettonisti non ci fossero – spiega Luca Pilo, primario a Ozieri – molti reparti non riuscirebbero a coprire i turni. Le disparità retributive hanno anche mercificato la professione, creando un contesto difficile da gestire”. Altri primari evidenziano la scarsità di posti letto, il sovraffollamento dovuto a pazienti che arrivano autonomamente e le difficoltà logistiche, come la mancanza di elisoccorso per emergenze critiche. Dal canto loro i manager evidenziano l’urgenza di rafforzare la medicina di prossimità, gli ospedali di comunità e la telemedicina, mentre Areus deve ottimizzare l’invio dei pazienti e potenziare le auto medicalizzate. Numeri alla mano, nel 2025 i pronto soccorso sardi hanno registrato 470 mila accessi, di cui 133 mila attraverso il 118; oltre due terzi dei pazienti si presentano autonomamente. “È un confronto necessario – ha commentato Fundoni al termine della seduta – per comprendere le criticità e valutare interventi concreti. I suggerimenti dei medici e dei manager saranno al centro del lavoro della commissione nelle prossime settimane”.
La scadenza dei contratti dei medici gettonisti a giugno accentua l’incertezza: senza di loro molti presidi periferici rischiano chiusure o riduzioni di servizio, con potenziali sovraccarichi sugli ospedali hub di Cagliari e Sassari, soprattutto in vista della stagione estiva.












