Cagliari, bufera porta a porta: “Maxi mastelli, orari scomodi e costi extra”

Ai raggi x il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Sorgia: “Il cittadino che già paga una esosa tassa sui rifiuti si dovrà sobbarcare un’ulteriore miriade di spese per la sistemazione esterna dei contenitori, pulizia e conferendo i rifiuti del lavaggio”. Domani il dibattito in consiglio comunale

Mastelli troppo grandi, orari scomodi e costi extra. Il Porta a Porta, il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti scatena le polemiche in città. Domani il dibattito in consiglio comunale chiesto dall’opposizione (primo firmatario Alessandro Sorgia, consigliere del gruppo misto). Parteciperanno anche Roberto Montixi, Dirigente del Servizio Igiene del Suolo e Ambiente, i funzionari tecnici del Servizio Igiene del Suolo Monica Zicca e Andrea Cossu e Aldo Muntoni, Ordinario di Ingegneria Ambientale dell’Università di Cagliari.

Secondo Sorgia, il previsto “porta a porta” comporterà una serie di problematiche “che incideranno, negativamente, sui costi a carico dei cittadini che già pagano cifre esorbitanti per il servizio di raccolta (Tari), uno dei più esosi d’Italia”.

Nei giorni scorsi sono stati consegnati i “mastelli” familiari, cinque che, “date le dimensioni, occupano buona parte dello spazio abitativo sul quale, peraltro, viene conteggiata la Tari e risultano troppo ingombranti. Tale situazione crea non pochi problemi ai cittadini che non hanno spazi adeguati nelle proprie abitazioni, ma in particolare ai più deboli, quali disabili e anziani.

E secondo il consigliere di centrodestra anziane, disabili ed invalide in genere, sono fortemente contrariati rispetto all’obbligo di deposito dei mastelli, dopo le 20.30, “al buio, con comprensibili preoccupazioni di incontri con i malcapitati di turno, oltre al fatto di essere in taluni casi impossibilitati per le proprie condizioni fisiche”.

Viene poi presentato il caso di un condominio di Mulinu Becciu, dove sono presenti 48 unità abitative. Qui sono stati consegnati 20 contenitori condominiali per le quattro palazzine oltre ai mastelli familiari, circa 280. Secondo Sorgia al momento della consegna è stato riferito agli abitanti che la pulizia degli stessi dovesse essere a carico della ditta incaricata al ritiro. Invece nelle due riunioni informative a cui hanno partecipato i cittadini è stato detto a chiare lettere che la pulizia di tali raccoglitori è a totale carico del condominio quasi che lo stesso sia abilitato a tale operazione.

E poi un’altra indicazione: i contenitori obbligatoriamente all’interno della proprietà condominiale (“senza specificare in base a quale norma giuridica incomba tale obbligo”).

“A ciò si aggiunge che, a seguito di rimostranze e richiesta di chiarimenti da parte degli utenti, è stato precisato in modo sibillino: “è così e basta, altrimenti il Comune emetterà un’ingiunzione, con tutte le conseguenze del caso””.

I contenitori condominiali dovranno essere posizionati al di fuori della recinzione condominiale dalla sera prima (dopo le ore 20,30) del giorno previsto per il ritiro. “E per lo spostamento di tali contenitori, ovviamente diventati pesanti per la presenza dei rifiuti”, aggiunge, “si dovrà pagare una ditta specializzata per tale movimentazione. Peraltro agli incontri organizzati dall’amministrazione comunale era presente una ditta specializzata a fornire tale servizio che consegnava ai cittadini presenti appositi biglietti da visita”.

Oltretutto per il conferimento dei rifiuti all’interno del contenitore si devono utilizzare sacchetti trasparenti in materiale compostabile che dovranno essere pagati dai cittadini.

E’ stata prospettata inoltre la possibilità di evitare la movimentazione dei contenitori posizionando gli stessi al di fuori dello spazio condominiale, predisponendo una rientranza, nel muro di recinzione, dotata di portellone di chiusura apribile con una chiave triangolare come quelle usate dall’Enel, Telefonia e ldrica, per l’ispezione nelle nicchie di loro competenza. Chiave triangolare  che risulta reperibile in qualsiasi negozio di ferramenta.

“E’ come se i contenitori fossero alla mercé di chiunque, compresi i malavitosi, e in particolare di coloro che vogliono depositare qualsiasi tipo di rifiuti”, sottolinea Sorgia, “in questo caso sarebbe sempre il condominio responsabile dell’errato conferimento.

Inoltre l’onere della spesa per la realizzazione della rientranza, necessaria per lo svolgimento di un servizio pubblico, è a totale carico del condominio, “che si vedrebbe così privato di un’area di proprietà comune senza ottenere, da parte del Comune o della Ditta incaricata, alcun indennizzo. A tal proposito, contrariamente a ciò che è stato detto nel corso delle citate riunioni informative, nessun intervento può essere effettuato senza il preventivo nulla osta dell’Ufficio Tecnico del Comune. Inoltre”, aggiunge, “verrebbe modificata anche la struttura perimetrale nella sua interezza, così come risulta presso il competente Ufficio Provinciale del Territorio dell’Agenzia delle Entrate, dovendo, in questo caso procedere alla variazione della planimetria a suo tempo introdotta col tipo mappale, e provvedere all’inserimento catastale, mediante l’opera di un tecnico abilitato”.

Insomma, il cittadino che già paga una esosa tassa sui rifiuti “si dovrà sobbarcare un’ulteriore miriade di spese per la sistemazione esterna dei contenitori condominiali, pulizia degli stessi, dotandosi di appositi macchinari e conferendo i rifiuti del lavaggio nei modi e nei luoghi previsti dalla normativa in materia di rifiuti speciali o altri particolari. Non dotandosi di quanto sopra il condominio dovrà rivolgersi a ditta autorizzata per tale operazione e pagare.

ln sintesi”, conclude, “al cittadino viene semplicemente risparmiato solo l’onere del trasporto dei rifiuti, dalla raccolta dopo lo svuotamento dei contenitori, agli appositi siti di stoccaggio e  lavorazione, mentre tutto il resto è a suo carico e spese. Non ci sono parole”.

Il consigliere cita i casi di altre città d’Europa In altre città d’Europa, e anche d’Italia, che hanno eliminato i bidoni dalle strade con un sistema di raccolta nascosto sotto terra, con eccellenti risultati. In base a questo servizio i contenitori più grandi vengono prelevati con dei camion appositi, mentre quelli più piccoli per le aree pedonali vengono gestiti a mano dagli operatori.

“Si è arrivati ad un servizio gradito dal cittadino con strade più pulite e con una evidente riduzione dei cattivi odori. Ma senza andare molto lontano, in altre città della Sardegna, vedasi Alghero, hanno fornito esclusivamente n. 2 bidoni, di cui uno per l’umido e l’altro ad uso promiscuo a seconda del materiale che viene di volta in volta ritirato.

Non si capisce come mai, viste le ingenti somme investite, non si sia pensato un medesimo sistema di raccolta dei rifiuti anche a Cagliari, invece di stare sempre indietro, anziché al passo coi tempi moderni”.

 

 


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