La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 3 persone per corruzione per quanto riguarda la realizzazione del punte sullo Stretto di Messina.
Secondo quanto emerso, si tratterebbe di un avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, Consigliere di amministrazione della società “Stretto di Messina Spa”, un imprenditore 65enne sempre di Reggio Calabria ma residente a Roma e di un 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti da poco in pensione.
Stando alle indagini effettuate, i 3 avrebbero tentato di influire sul risultato dell’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto.
Come spiegato in una nota dal procuratore capo Francesco Lo Voi, le accuse sono di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.
Per condizionare “l’esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa”, avvocato e imprenditore “avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata”.
E ancora “i due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato”.
La proposta sarebbe stata poi accettata dall’ex giudice “fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa”.













