Piste ciclabili a Cagliari, il presidente del Consiglio: “Via Vesalio progettata da Truzzu, il centro destra protesta con la memoria corta”. Duro attacco del presidente Marco benucci dopo la manifestazione di protesta dell’opposizione in via Pergolesi: “Memoria corta o opportunismo politico?
Sul tema delle piste ciclabili a Cagliari leggo critiche che meritano una riflessione. Si può essere favorevoli, contrari o semplicemente scettici. Il confronto è legittimo. Quello che mi aspetterei, però, è una narrazione corretta dei fatti.
C’è un dato oggettivo: una rete ciclabile funziona davvero quando è completa, connessa e sicura. Singoli tratti isolati possono apparire poco utili, ma il loro senso emerge quando vengono collegati in un sistema organico che consenta di attraversare la città in sicurezza.
Facciamo allora un po’ di storia.
Nel 2021 il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) è stato approvato con la delibera n. 112 dall’allora maggioranza, oggi all’opposizione. Quel piano prevedeva oltre 50 km aggiuntivi di piste ciclabili dai 21 attuali ai 72 km totali.
Tra gli interventi programmati c’è anche quello che interessa via Vesalio, inserito nel progetto “Ciclovie Urbane – Area Metropolitana – Realizzazione di nuovi corridoi ciclabili di collegamento a sedi universitarie e linee ferroviarie”, con un finanziamento di 3,5 milioni di euro e conclusione prevista a giugno 2026.
L’obiettivo è realizzare circa 14 km di nuovi percorsi ciclabili per collegare le sedi universitarie cittadine ai principali nodi ferroviari e metropolitani, favorendo una mobilità alternativa e sostenibile.
Non solo. L’intervento era stato inserito nel DUP e presentato pubblicamente nel febbraio 2022 dall’amministrazione guidata da Paolo Truzzu, che ne annunciava l’avvio con una conferenza stampa dedicata.
Per questo resto sorpreso nel vedere oggi alcune delle stesse forze politiche contestare opere che derivano da una pianificazione, da finanziamenti e da scelte programmatiche approvate quando erano loro ad amministrare la città.
Ripeto: essere contrari è legittimo. Cambiare idea è sempre possibile. Ma sarebbe utile spiegarne le ragioni ai cittadini, anziché far finta che questi progetti siano nati ieri.
La mobilità sostenibile non dovrebbe essere una bandiera da sventolare quando si governa e da abbattere quando si sta all’opposizione. Dovrebbe essere una questione di coerenza e di interesse generale.
I fatti, fortunatamente, hanno buona memoria”, conclude il presidente del consiglio comunale Marco Benucci del Pd.









