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Otto marzo a Cagliari, lo sciopero delle femministe: “Basta divisione sessuale nel lavoro, protestiamo”

di Redazione Cagliari Online
5 Marzo 2019
in eventi

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In occasione della Giornata internazionale delle Donne, per il terzo anno consecutivo, la rete Non Una di Meno lancia lo sciopero femminista. A Cagliari per l’8 marzo 2019, la rete locale di Non Una di Meno – Manc’una de mancu ha organizzato un corteo con concentrazione alle ore 9.00 ai Giardini pubblici (fronte museo) che attraverserà viale Regina Elena, piazza Costituzione, viale Regina Margherita, piazza Darsena, via Roma e largo Carlo Felice, per invadere, infine, piazza Yenne.

Maggiori informazioni sull’evento e lista delle adesioni a questo link: https://www.facebook.com/events/1133343803496286/.

Come scioperare

Lo sciopero femminista prevede l’astensione da ogni attività lavorativa fuori e dentro casa, formale o informale, gratuita o retribuita. È sciopero dal posto di lavoro e dalle attività domestiche, è sciopero contro la divisione sessuale del lavoro che alimenta lo sfruttamento e la ricattabilità delle donne: è quindi sciopero politico e sociale.

 

A oggi lo sciopero è stato proclamato da diversi sindacati di base. Nelle 24 ore del giorno 8 marzo 2019, quindi, tutte le lavoratrici e i lavoratori sia del pubblico impiego che del privato possono scioperare perché esiste la copertura sindacale generale.

 

A questo link è possibile trovare maggiori informazioni tecniche sullo sciopero.

 

Perché scioperiamo

Lo sciopero è la risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini.

 

Femminicidi. Stupri. Insulti e molestie per strada e sui posti di lavoro. Violenza domestica. Discriminazione e violenza sulle donne disabili. Il permesso di soggiorno condizionato al matrimonio. Infiniti ostacoli per accedere all’aborto. Pratiche mediche e psichiatriche violente sui nostri corpi e sulle nostre vite. Precarietà che diventa doppio carico di lavoro e salari dimezzati. Un welfare ormai inesistente che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato nell’impoverimento generale.

 

Contro questa violenza strutturale, che nega la nostra libertà, noi scioperiamo!

 

Scioperiamo in tutto il mondo contro l’ascesa delle destre reazionarie che stringono un patto patriarcale e razzista con il neoliberalismo. Chiamiamo chiunque rifiuti quest’alleanza a scioperare con noi l’8 marzo.

 

Scioperiamo perché rifiutiamo il disegno di legge Pillon su separazione e affido, che attacca le donne, strumentalizzando i figli. Combattiamo la legge Salvini, che impedisce la libertà e l’autodeterminazione delle migranti e dei migranti, mentre legittima la violenza razzista. Non sopportiamo gli attacchi all’«ideologia di genere», che nelle scuole e nelle università vogliono imporre l’ideologia patriarcale.

 

Abbiamo invaso le piazze di ogni continente per reclamare la libertà di decidere delle nostre vite e sui nostri corpi, la libertà di muoverci, di autogestire le nostre relazioni al di fuori della famiglia tradizionale, per liberarci dal ricatto della precarietà.

 

Con lo sciopero dei e dai generi pratichiamo la liberazione di tutte le soggettività e affermiamo il diritto all’autodeterminazione sui propri corpi contro le violenze, le patologizzazioni e psichiatrizzazioni imposte alle persone trans e intersex. Contro l’abilismo che discrimina le persone disabili rivendichiamo l’autodeterminazione e i desideri di tutti i soggetti.

 

Con lo sciopero dei consumi e dai consumi riaffermiamo la nostra volontà di imporre un cambio di sistema che disegni un altro modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi umani e animali.

 

Con lo sciopero dal lavoro produttivo e riproduttivo bloccheremo ogni ambito in cui si riproduce violenza economica, psicologica e fisica sulle donne.

 

«Non una di meno» è il grido che esprime questa forza e questa voce. Contro la violenza patriarcale e razzista della società neoliberale, lo sciopero femminista è la risposta. Scioperiamo per inventare un tempo nuovo.

Tags: femministeotto marzo
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