Dopo l’ennesimo fine settimana segnato da giovanissimi che, tra risse e drink proibiti, hanno macchiato in negativo la voglia di divertirsi, scattano le reazioni dei genitori che, impotenti, non sanno come contrastare il fenomeno della vendita di super alcolici sottobanco. Un fenomeno noto da tempo, alcuni piccoli rivenditori, infatti, concedono lo sballo anche ai più giovani che sanno dove poter acquistare le bottiglie vietate. Dopo il grave fatto denunciato ieri sui social dal clero della parrocchia di Sant’Anna, tra centinaia di commenti c’era quello di una mamma, disperata, preoccupata per il suo ragazzo: “C’è un tipo che vende il cosiddetto cibo da strada, patatine, panini e sottobanco vende alcolici, senza accertarsi che siano minorenni o maggiorenni. Io avevo intenzione di denunciarlo, ho chiesto ai ragazzini di fare la loro parte per avere testimonianze da presentare alla Guardia di finanza, tra questi mio figlio.
Sono sua madre e ho il sacrosanto dovere di controllare la sua camera, ho trovato una bottiglia di superalcolici, con il cuore a mille ho richiuso la busta blu, quelle che usano certi venditori.
In pochi minuti ho perso 10 anni di vita, chiedo a voi genitori, cosa devo fare? Ho paura”.
Più controlli da parte delle istituzioni è l’appello più, per evitare, insomma, che i giovani ribelli e componenti del “gregge” acquistino ciò che non devono. È proibito, lo sanno, ma la moda diffusa impone di bere per far parte del gruppo, a discapito della salute, delle conseguenze a volte irrimediabili.
Dibattito in corso, quindi, la situazione va presa subito in mano: l’estate è appena iniziata e centinaia di giovanissimi, liberi dalla scuola, usciranno maggiormente, come è giusto che sia, e la possibilità di cadere in tentazione è dietro l’angolo.
“Sabato sera in piazza Jenne c’era la fila di ragazzini con in mano lo “scibile umano” di bottiglie di superalcolici.
Forse un banale controllo da parte della polizia sarebbe l’ideale: verifica dell’età e, a prescindere, il sequestro delle bottiglie anche perché dopo una certa ora non si può bere “da passeggio”. Certi provvedimenti, magari, aiutano” racconta un testimone.













