Dieci centesimi o poco più di risparmio per un pieno di diesel, 15 per un pieno di benzina grazie agli sconti Eni. È l’effetto, in Sardegna, del tetto ai prezzi dei carburanti scattato da oggi nei distributori della compagnia. Una riduzione che arriva mentre nell’Isola il costo dei rifornimenti resta sopra i 2 euro al litro e riaccende il dibattito sul caro-carburanti. Eppure, nonostante il risparmio pressoché nullo, e infatti si tratta di una abilissima mossa di marketing più che di un reale aiuto alle famiglie stremate dal carovita, da stamattina ai distributori con il cane a sei zampe si registrano file infinite, e in molti distributori il carburante è già esaurito. Insomma, tutto da copione: il governo non pervenuto, Eni annuncia lo sconto, e parte la follia collettiva per qualche centesimo. Una abilissima mossa anche di di distrazione di massa: mentre tutti esultano per uno sconto minimo su un prezzo inaccettabile, nessuno fa niente per risolvere il problema.
“È una buona notizia perché ogni riduzione del prezzo dei carburanti si traduce immediatamente in un beneficio per famiglie, lavoratori e imprese”, afferma il presidente di Adiconsum Sardegna Giorgio Vargiu, secondo cui la scelta di Eni potrebbe spingere anche gli altri operatori a ridurre i prezzi, alimentando la concorrenza nel settore.
Ma per l’associazione dei consumatori c’è anche un paradosso. “Stiamo esultando perché benzina e gasolio potranno essere venduti rispettivamente intorno ai 2 e ai 2,20 euro al litro. È una situazione che ha dell’incredibile”, sottolinea Vargiu. Il price cap, aggiunge, è positivo ma non dovrebbe trasformare in prezzi considerati normali livelli che fino a pochi mesi fa sarebbero apparsi impensabili.
Adiconsum Sardegna torna quindi a chiedere verifiche sulla formazione del prezzo dei carburanti e sui margini lungo la filiera. La possibilità per le compagnie di ridurre sensibilmente i listini, sostiene l’associazione, rende necessario approfondire quanto incidano effettivamente i diversi passaggi della filiera sul prezzo finale.
Per Adiconsum non basta l’iniziativa delle compagnie petrolifere. L’associazione chiede un intervento dello Stato contro quelli che definisce fenomeni speculativi, rafforzando poteri, strumenti e risorse a disposizione di Antitrust, Mister Prezzi e Guardia di Finanza per individuare e contrastare eventuali anomalie nella formazione dei prezzi.
Intanto, le altre compagnie annunciano battaglia legale contro Eni e Ip per concorrenza sleale.











