In questi giorni, il piccolo Domenico è diventato il figlio, nipote, fratellino di tutti. Il bimbo, due anni, si è spento questa mattina all’alba presso l’ospedale Monaldi di Napoli dove era ricoverato dallo scorso 23 dicembre a seguito di un trapianto cardiaco.
Uno strazio infinito per la famiglia e per un Paese intero che ha pregato insieme a mamma Patrizia fino all’ultimo momento per il piccolo.
Una donna straordinaria, come ha dimostrato in questi giorni di dolore estremo in ogni suo intervento in tv. L’ultimo due sere fa in diretta durante “Dritto e rovescio” su Rete 4. Lacrime trattenute a stento, ma parole chiare: “Vorrei che la storia di mio figlio non venisse dimenticata”. E poi l’appello a chi ha voluto aiutarla economicamente, ovvero di donare all’Associazione Trapianti invece che alla sua famiglia. Mamma Patrizia non ha mai perso la speranza ed è stata accanto al suo piccolo con il marito e gli altri due figli. Poi, questa mattina, la notizia che nessuno avrebbe voluto mai ricevere. Domenico si è aggravato ieri sera, dopo mesi attaccato all’ecmo: era sedato affinché non sentisse alcun dolore e la famiglia aveva richiesto venisse evitato ogni tipo di accanimento terapeutico.
“È morto tra le lacrime dei genitori. È stato un momento molto duro”, le parole di padre Alfredo Tortorella, cappellano dell’ ospedale.
“Stamattina – racconta all’agenzia di stampa cattolica Sir – ero con la mamma del bambino, dalle 7.45 al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l’arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz’ora è arrivato dalla curia”.
Ci sono ancora diversi punti da chiarire su questa tragedia, compito che spetta alla Procura di Napoli, ma come si è potuto osservare in queste settimane, la famiglia non ha mai fatto alcuna polemica. “Lei e suo marito non hanno mai avuto l’ardire di polemizzare”, ha sottolineato Tortorella. “Sono stati sempre di una grande dignità, anche perché i medici che oggi vengono messi in discussione sono gli stessi che in precedenza l’avevano salvato”.













