Sono 25 i rinvii a giudizio disposti dal gup del Tribunale di Cagliari, Luca Melis, nell’ambito dell’inchiesta “Monte Nuovo”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dal Ros dei carabinieri. L’indagine ipotizza, nei confronti di parte degli imputati, la costituzione e la promozione di un’associazione di stampo mafioso finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione.
Definita anche la posizione di alcuni imputati con riti alternativi. Thomas Littarru è stato condannato con rito abbreviato a due anni e otto mesi di reclusione. Hanno invece patteggiato Marco Zanardi, condannato a un anno e otto mesi, Andrea Daga a un anno e sei mesi, Alessia Deidda a un anno e otto mesi e Alice Deidda a due anni. Per tutti è stata concessa la sospensione della pena.
Il giudice ha inoltre pronunciato il proscioglimento pieno per Massimo Temussi, già manager della sanità sarda e attuale direttore generale delle Politiche attive del lavoro, dei servizi per il lavoro e degli incentivi all’occupazione, e per il manager sanitario Giuseppe Carboni. Disposto il non luogo a procedere nei confronti di Paolo Murgia limitatamente all’accusa di associazione mafiosa e di Battista Mele, nel frattempo deceduto.
Tra i principali destinatari dell’inchiesta figurano il primario della Terapia del dolore della Asl di Cagliiari Tomaso Cocco, l’ex assessora regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia e il rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti. Coinvolti inoltre alcuni nomi già noti alle cronache della criminalità sarda, tra cui Nicolò Cossu, detto “Cioccolato”, Tonino Crissantu, Giovanni Mercurio e Antonio Giuseppe Mesina.











