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Insegnanti sardi furiosi: “No al green pass, è un Tso che colpisce i non vaccinati”

di Paolo Rapeanu
9 Agosto 2021
in sardegna, zapertura1

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Insegnanti sardi furiosi: “No al green pass, è un Tso che colpisce i non vaccinati”

bdr

Il green pass deciso dal Governo Draghi anche per tutto il personale scolastico? Riceve la netta bocciatura dei Cobas della Sardegna. Da settembre, per i prof non vaccinati, è infatti prevista la sospensione dal lavoro e il blocco dello stipendio. Decisioni che fanno imbufalire i vertici di uno dei sindacati scolastici da tanti anni in prima linea nelle tante battaglie che riguardano il mondo della scuola: “No al Green pass come Tso per il personale della scuola. Le misure draghiane varate con il parere unanime della multiforme compagine governativa per colpire i non vaccinati della scuola si configurano come un vero e proprio Trattamento Sanitario Obbligatorio contro una categoria di lavoratrici e lavoratori che a tutt’oggi risultano essere le vittime e non certo la causa dei contagi. Secondo gli stessi dati diffusi dal ministro Bianchi, l’86% del personale è già vaccinato, dunque perché tale accanimento? La minaccia della sospensione dal servizio, e dallo stipendio, agitata sulla testa degli insegnanti e del personale Ata che intendessero avvalersi del diritto soggettivo a non vaccinarsi appare un palese ricatto nonché un vero crimine giuridico-sanitario, illegittimo e punitivo, che ha come unico fine quello di fungere da foglia di fico alle inesistenti azioni che invece sarebbero state utili, necessarie ed efficaci in materia di edilizia scolastica, organici e trasporti. Più volte abbiamo rivendicato l’incremento degli organici e la riduzione del numero degli alunni per classe come misura necessaria a ridurre le possibilità di contagio. Nulla è stato fatto. Infatti, anche il prossimo anno scolastico avrà inizio con classi formate con fin oltre 30 alunni e il numero dei cosiddetti docenti-Covid sarà inferiore a quello dell’anno scolastico in corso”, sostengono i Cobas.

 

“Costantemente abbiamo invocato provvedimenti urgenti in materia di trasporto pubblico perché gli alunni e gli addetti del settore scuola pendolari potessero viaggiare in sicurezza. Non solo non sono previsti a livello statale e regionale stanziamenti adeguati allo scopo, ma addirittura per accedere alla mobilità locale non è prevista l’esibizione del green pass. Contraddizioni palesi ed inconfutabili che mentre coprono la non volontà ad investire in ambiti strategici del vivere civile tentano di criminalizzare una intera categoria di lavoratrici e lavoratori. Noi non intendiamo addentrarci in disquisizioni di carattere sanitario ed epidemiologico intendiamo invece difendere le libere scelte di coloro che hanno deciso di vaccinarsi, di coloro che hanno deciso di non farlo e di quanti a tutt’oggi non hanno potuto farlo. Risibile, provocatoria e pericolosa, invece, l’opzione di tamponi molecolari ogni 48 ore, a proprie spese, per chi decidesse di non “immunizzarsi” al fine di accedere al posto di lavoro. Una concreta promessa di costosa tortura per i renitenti al vaccino, mentre viene semplicemente eluso ogni riferimento a test rapidi salivari e gratuiti che potrebbero, invece, essere effettuati facilmente nelle scuole. Nel contempo gli aderenti alla Associazione Nazionale Presidi, dopo aver richiesto con veemenza e protervia l’emanazione di provvedimenti sanzionatori atti a colpire gli addetti al settore scuola che non si piegassero ai diktat governativi, si preparano ad esercitare la funzione di sceriffi all’ingresso delle scuole, a differenza di altre associazioni con ben altro spessore civile e democratico che esprimono, invece, dissenso e indignazione. Citiamo il Presidente del Movimento dei diritti Civili, Franco Corbelli che nell’auspicare una risposta oppositiva democratica, definisce “il Green pass per il personale scolastico una mostruosità giuridica, una barbarie che serve solo a costringere i docenti a vaccinarsi anche contro la loro volontà per non perdere lavoro e stipendio…”. Citiamo, altresì, una nota del Consiglio Direttivo di Medicina Democratica che in relazione ai provvedimenti coercitivi in materia sanitaria recita: “La vaccinazione è un trattamento sanitario e va utilizzato considerando le condizioni personali… La previsione di obblighi rigidi, per categorie di lavoratori o generalizzate, tanto più se connesse con la sospensione dal lavoro e l’azzeramento del reddito (fino al licenziamento per le categorie precarie) risultano in contrasto con i diritti dei lavoratori e con le norme in materia di sicurezza sul lavoro”. E scatta lo stato d’agitazione: “A partire da oggi, nove agosto, 2021, di tutta la categoria”. Il sindacato annuncia “azioni giuridiche a tutela del personale docente e non docente eventualmente colpito da sanzioni” e diffida “Governo centrale e regionale dal perseverare in azioni minacciose e persecutorie nei confronti degli addetti del settore scuola; richiedono l’immediata abrogazione dell’articolo9 ter del Decreto Legge 6 agosto 2021, numeri 111 (Impiego delle certificazioni verdi Covid-19 in ambito scolastico e universitario) e invitano quanti si sono spontaneamente vaccinati a solidarizzare concretamente con chi non intenda farlo rifiutandosi di mostrare ai dirigenti-sceriffi i loro green pass”. Ancora: “Promuovono sui social iniziative diffuse perché i diritti civili in materia sanitaria permangano inalienabili”.

Tags: green passinsegnantisardi
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