“Positiva al Covid ad Assemini, ho avvisato l’Ats: vivrò blindata in casa sino a Ferragosto”

I sintomi e la decisione di fare il tampone, il 27 luglio. Esito? “Positivo, come il secondo fatto ieri”. Romina Scalas, 51 anni, titolare di una palestra, è disperata: “Sto bene ma dovrò attendere un’altra settimana prima del terzo tampone. Non posso allenare, dopo un anno e mezzo di stop è una botta durissima”

I sintomi? Comparsi a fine luglio: “Mal di testa forte, ma niente febbre”. Romina Scalas, titolare di una palestra ad Assemini, città nella quale vive, ha deciso di non sottovalutare il malessere. E, così, spontaneamente, ha scelto “di fare il tampone, risultato positivo, lo scorso 27 luglio”. A quel punto, vista anche la presenza in casa di altri familiari risultati positivi al Covid, ha alzato il telefono: “Ho chiamato il mio medico di famiglia, ha subito avvisato l’Ats. Ho deciso di autosegnalarmi per una questione di correttezza, rinunciando alla vita di tutti i giorni, fatta anche di lavoro”. Lavoro, nel caso della 51enne, che è quello dell’istruttrice di palestra, uno dei settori più colpiti e penalizzati sin dall’inizio della pandemia. “Ieri nuovo tampone, sono dovuta andare sino in via Romagna a Cagliari, alla Cittadella della salute: purtroppo risulto ancora positiva. Il prossimo? Domenica, significa che dovrò restare chiusa, blindata in casa sino a Ferragosto”.
La speranza è che l’esito sia negativo: “Ma se dovesse essere ancora positivo, disgraziatamente, dovrò stare ancora rinchiusa. So che il Covid è pericoloso e che non va assolutamente sottovalutato. Se, però, oggi non ho più nessun sintomo e mi sento bene, non è proprio possibile accorciare i tempi per il nuovo tampone? Avevo ripreso a lavorare da poco, sono nuovamente ferma e, economicamente parlando, è una botta molto dura”.


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