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“Il bando per diventare Oss? Taglia fuori chi non ha mai lavorato”

di Redazione Cagliari Online
22 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico

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Ancora polemiche sui bandi e sui corsi per diventare operatore socio sanitario a Cagliari. Un bando contestato da molti disoccupati che speravano di potere partecipare. Leggete il racconto di questo giovane cagliaritano: “Premetto di non aver partecipato alla selezione per il corso in quanto secondo il sistema di assegnazione del punteggio avrei avuto un valore molto basso. Ciononostante scrivo questo articolo per esprimere la mia indignazione nei confronti di un sistema sbagliato e non meritocratico.
“Progetto Artemisia” nasce dal raggruppamento di diverse agenzie formative regionali, con lo scopo di formare 1250 persone al lavoro di Operatore Socio Sanitario. Tra i diversi motivi che hanno spinto la Regione a finanziare questo corso è il fatto che ci sono state diverse agenzie formative che fornivano il corso (a pagamento), ma non erano accreditate. Secondo alcuni comunicati, il corso nasceva come “totalmente autofinanziato”, ma poi per non vedere andar perduti i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo si è pensato di utilizzarli “al meglio”.
La stesura del progetto lascia da subito un po desiderare, 4 categorie di persone, e per ogni categoria un sistema diverso di valutazione; la tipologia 1 era rivolta a disoccupati e inoccupati maggiorenni con licenza media, la tipologia 2 era rivolta a disoccupati e inoccupati tra i 18 e i 29 anni con licenza media, la 3 ai destinatari di CIG e la tipologia 4 agli occupati nel settore socio-assistenziale e socio-sanitario, il punteggio veniva assegnato in base al reddito ISEE e agli anni di disoccupazione. Nulla di più.
Fin qui tutto ok, o quasi, solo i fortunati candidati della tipologia 2 avranno il corso completamente gratuito, gli altri (tipologia 1 e 3) dovranno versare 500 euro al momento della conferma alla partecipazione al corso e i candidati della quanta tipologia (non gestita da Artemisia, ma da progetto Agata guidato dall’Ifold) dovranno versare un contributo da 600 a 1500 euro in base alle ore di corso che decideranno di seguire.
I problemi si presentano da subito, chi ha “lanciato” il bando non ha tenuto conto dell’impossibilità di avere il nuovo certificato ISEE per tempo, il problema non si poneva per chi dichiarava un reddito superiore a 15000 euro, perchè, non doveva allegare il certificato.
(prima scadenza 16 febbraio) trafile burocratiche per ricevere tutto il materiale da dichiarare e “capricci” tra INPS e CAF (oltre alla disinformazione di questi ultimi) non hanno fatto altro che scaturire ritardi su ritardi, per fortuna arriva la prima proroga (seconda scadenza 2 marzo), una boccata d’ossigeno, ma non senza problemi, chi infatti ha inviato la domanda senza allegare il reddito ISEE e quindi dichiarando un reddito superiore a 15000 euro, può recarsi al punto di raccolta della propria provincia e allegare il certificato.
Una proroga non basta, ne serve una seconda (16 marzo) finalmente il bando è chiuso e si aspetta la graduatoria.
Dopo pochi giorni si può prendere atto di una graduatoria poco chiara, e sotto certi aspetti, alla radice del progetto, non meritocratica. Per ogni categoria 50 ammessi e più del doppio “ammessi con riserva” (per la prima categoria) come se i primi 50 rifiutassero di partecipare al corso, vabbe, sfogliando i nomi ti ritrovi delle persone imparentate fra loro, madri e figli, fratelli e sorelle, nulla da dire anzi fortunati loro; altri che hanno un lavoro ma dichiarano di non averlo (bisognava essere disoccupati o inoccupati per partecipare). Il problema sta come ho già detto alla stesura del bando. Niente MERITOCRAZIA. A mio avviso reputo questo bando incompleto, mancano delle clausole, per esempio per dare spazio a più persone si poteva vietare la partecipazione di più di un componente a famiglia perché se dieci fratelli presentano lo stesso ISEE (basso e ricevendo il massimo dei punti) molto probabilmente 8 su dieci riescono a passare, poi una selezione che si rispetti dovrebbe concludersi con un test attitudinale e di cultura generale e un successivo colloquio come è sempre stato fatto, e ultimo ma non meno importante, la stesura di una graduatoria chiara con la presenza di reddito ISEE (non ci deve essere privacy per queste selezioni) e anni di disoccupazione. Per gli inoccupati, che a mio parere dovrebbero essere un po’ più aiutati, nemmeno un punto.
La mia indignazione non è per le persone che sono passate, anzi un grosso in bocca al lupo a loro, ma per un sistema sbagliato e un progetto fatto coi piedi”.

Tags: CagliariossSardegna
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