Iglesias, protesta degli ecologisti: “Pini della scuola elementare tagliati dopo le proteste di un nonno”

Il Grig denuncia il taglio dei pini dalla scuola di via Cacciarru: “Non risultano analisi scientifiche sulla pericolosità degli alberi, solo la segnalazione del nonno di 2 bimbi”

Perché sono stati tagliati i Pini del giardino della Scuola elementare via Tenente Cacciarru di Iglesias? Dopo la protesta del nonno di due bambini. La deuncia è dell’associazione ecologista Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) che ha inoltrato il 23 dicembre scorso una specifica istanza di accesso civico e informazioni ambientali al Comune di Iglesias per conoscere le motivazioni del taglio e se siano previste nuove messe a dimora di alberi in sostituzione.

Il Comune di Iglesias – Settore tecnico-manutentivo – Ufficio Ambiente ha risposto ieri  comunicando “che i pini stavano causando diverse problematiche alle vicine strutture della scuola, sia sul piano fondale che di copertura, così come lamentato più volte, con diverse segnalazioni, dalla stessa scuola, dai genitori degli alunni e dai sopralluoghi effettuati dai competenti uffici tecnici comunali. In particolare si ricorda l’ultima trasmessa per posta elettronica ordinaria da un nonno di due bambini con cui si chiede di intervenire con urgenza”.

Così, nel fine settimana del 5-6 dicembre 2021, prendendo spunto dalla “rottura e conseguente caduta a terra di una branca principale, con trascinamento di parte del tronco, di un pino, probabilmente a causa delle avverse condizioni metereologiche gravanti sul territorio comunale”, è stata incaricata la società in house Iglesias Servizi di provvedere al taglio di tutti i Pini.

“Dalla risposta del Comune di Iglesias non emerge, però, alcun accertamento tecnico-scientifico svolto da personale professionalmente abilitato (es. agronomo, tecnico forestale, ecc.) sulla reale pericolosità e rischio di crollo di tutti gli alberi (solo uno si era spezzato), né l’analisi metodologica Visual Tree Assesment, tantomeno una tomografia ultrasonica tri-dimensionale, metodologia decisamente più puntuale”, denunciano gli ecologisti, “in parole povere, sembra che a decidere la sorte di quei diversi esemplari di Pinus, che inghiottivano anidride carbonica e donavano ossigeno in un luogo sensibile quale una scuola, siano stati le segnalazioni da parte dell’Istituto, di alcuni genitori degli alunni fra cui “in particolare” quella di “un nonno di due bambini”, e dei sopralluoghi di non meglio specificati tecnici comunali.

Conforta un po’ (ma solo un po’) l’assicurazione che sia “in corso di definizione … la messa a dimora di nuove piantumazioni presso il plesso scolastico, sicuramente adatte al contesto”, sperando che si tratti di alberi ad alto fusto e non di una siepe di alloro (senza nulla togliere all’alloro, che può crescere fino a 10 metri in altezza).  Tanto si parla di cambiamenti climatici, di incendi distruttivi di boschi, di incrementi del verde pubblico cittadino e poi non emerge dalle politiche comunali sul verde pubblico la necessaria cura e attenzione verso alberi e alberature. Il contrasto ai cambiamenti climatici e una migliore qualità della vita partono anche dalle piccole cose”.


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