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Il formaggio sardo e l’elisir d’amore: la storia del cuore di Alessandra Addari

di Raffaella Aschieri
21 Aprile 2018
in il-diavolo-sulla-sella

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Il formaggio sardo e l’elisir d’amore: la storia del cuore di Alessandra Addari

di Raffaella Aschieri

La storia d’amore raccontata con coraggio dalla giornalista di Videolina Alessandra Addari: “Gli uomini che ci fanno star bene esistono, basta scartare tutti gli altri” La mia relazione è iniziata grazie al profumo del pecorino sardo. Galeotto. Lui era a casa di amici, non era mai stato a Cagliari ed io ospite a cena. Mi portai dietro i prodotti pregiati della nostra terra, come sempre facciamo noi sardi. Il formaggio, i fichi d’india, la verdura che avevo portato la mattina dal paese, dove la mia famiglia ha ancora radici molto forti. Io donna di mezz’età, due figlie ventenni, separata da un tempo che ormai mi aveva fatto dimenticare cosa significasse condividere il tempo con qualcuno, mai e poi mai mi sarei sognata che quella sarebbe stata “la sera”.Infatti arrivai a quella cena quasi in pigiama, ma tutta sorridente e solo perchè era estate piena e mi rimaneva ancora qualche giorno di ferie. Sapevo che di lì a poco sarei tornata nel frullatore della mia vita, come lo chiamo io. Per anni scandito dai tempi della scuola dei figli, le corse al lavoro, le beghe tra colleghi, i soldi mai abbastanza, le bollette quelle si sempre abbastanza. Ero rassegnata a questo mio mondo, che a volte sopportavo, altre meno, sognando futuri impossibili per poi tornare alla cruda realtà di tutti i giorni, tra richieste continue dei figli e qualche amica con cui condividere le pene della vita. D’altra parte chi mai ci ha insegnato che si deve anche essere felici, che è un dovere esserlo perchè solo questa vita abbiamo? Tutte quelle poesie di leopardiana memoria, i vari Victor Hugo e poi i nichilisti e via discorrendo ci hanno costruito nella mente un immagine della vita mesta, sofferente, perchè più soffri più sarai ricompensato. Quante volte abbiamo sentito dire “che non c’è giustizia su questa terra”, che “solo attraverso la sofferenza si ottengono dei premi”, etc.etc. Così siamo cresciuti, trascorrendo intere giornate a piangerci addosso, anzi a fare a gara con gli altri a chi ne ha di più. Poi è anche vero che non sei mai pronto ai colpi bassi, ma si può essere felici anche se nella vita le cose non vanno tutte bene , perchè è normale, perchè è vita. La gente muore, smette di amarsi, i cani vivono meno di noi. Ma sto divagando, torniamo al formaggio. Si, dicevo, quando mi misi con sapienza ormai acquisita da tanti anni di mestiere a tagliare il pecorino si sprigionò un profumo che gli fece girare il naso proprio dalla mia parte, cominciò ad osservarmi, mi vide insomma. Perchè a volte è difficile anche vedersi. Ci siamo guardati altra cosa difficile, perchè a volte giri per anni in cerchio guardando quello che hai davanti e senza girarti verso chi c’è dietro, poi un giorno capita che ti giri o lui si gira e finalmente ci si guarda. Certo questo non sarebbe bastato se io non avessi finalmente deciso di essere felice e di farmi del bene optando per scegliere e farmi scegliere da una persona che aveva voglia di farlo come ne avevo voglia io, con limpidezza. Non c’erano mogli a casa, amanti nel cassetto, messaggi improvvisi con risposte veloci scritte in bagno. Tutto era come sembrava. Strano mi dicevo, non è normale. Ci ho messo molto tempo a dimenticare le poesie di Leopardi, le sconfitte, le paure, la voglia di ritornare vittima. Quella sofferenza compiaciuta e un po’ altezzosa, da sinistra retrò, perchè mica si può dire che uno sta bene, sembra brutto. Perchè vi racconto tutto questo? Perchè nessuno ci insegna ad essere felici, a riconoscere quello che ci può far star bene davvero e avere il coraggio di sceglierlo. Non è facile lo so, io ci ho messo più di cinquant’anni e sono ancora in prova. Un ultima annotazione rivolta a tutte le donne: gli uomini che ci fanno star bene esistono, basta scartare tutti gli altri. E infine un ringraziamento speciale al mio lui che ha costruito con tanta accuratezza la sua struttura morale. Alessandra Addari Risposta e commento di Raffaella Aschieri Grazie Alessandra per avermi inviato questo bellissimo racconto di vita e di sentimenti. Un racconto elegante e simpatico come del resto tu sei. Sono molto contenta per te. Il pensiero che hai espresso sul diritto di essere felici e di occuparci della nostra felicita’ sino a trovarla trovo che sia enormemente giusto. E’ la nostra cultura di provenienza sia religiosa che costituzionale che fa scordare un po a tutti che stare bene ed essere felici deve far parte del quotidiano. E tu ce l’hai ricordato bene oggi. Scrivete le vostre lettere a [email protected]

Tags: formaggioSardegna
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