Infiltrazioni d’acqua all’interno del triage del pronto soccorso dell’ospedale Brotzu, con pioggia nella sala barelle documentata da foto diffuse in esclusiva da Casteddu Online. Le immagini mostrano acqua che filtra dal soffitto, in particolare negli angoli delle stanze, costringendo il personale sanitario a spostare i pazienti e a riorganizzare gli spazi per evitare che le barelle restino esposte alle infiltrazioni. Un episodio legato al maltempo che avrebbe reso ancora più complessa la gestione dell’emergenza in uno dei principali presidi sanitari dell’isola.
Alla segnalazione si affianca la denuncia del rappresentante aziendale USB Sanità, Gianfranco Angioni, che punta il dito contro una situazione più ampia e ormai strutturale nei reparti di Medicina generale e Medicina d’urgenza. Secondo quanto riferito, la pressione sui reparti sarebbe costante e difficilmente sostenibile, con pazienti spesso assistiti nei corridoi e in spazi non adeguatamente attrezzati.
Angioni evidenzia come, in queste aree improvvisate, manchino dotazioni essenziali per la sicurezza e la qualità delle cure, come gli impianti per i gas medicali, i sistemi di chiamata e arredi adeguati. I degenti, inoltre, sarebbero esposti a correnti d’aria e condizioni ambientali non idonee, con possibili ripercussioni sul loro stato di salute.
Un ulteriore elemento critico riguarda la gestione dei pazienti ricoverati in appoggio in altri reparti: una soluzione che comporta per i medici un aumento significativo dei carichi di lavoro, dovendo seguire i pazienti anche al di fuori delle unità operative di riferimento, con conseguenti difficoltà organizzative e potenziali rischi sul piano clinico.
Il rappresentante sindacale segnala anche le difficoltà legate alla carenza di personale e alla sospensione di strumenti come le prestazioni aggiuntive, ritenute fondamentali per fronteggiare l’emergenza. Da qui la richiesta di interventi immediati: potenziamento degli organici, incremento dei posti letto e una pianificazione più efficace dei ricoveri, anche attraverso il coinvolgimento delle strutture private accreditate, per alleggerire la pressione sugli ospedali pubblici.
In assenza di risposte concrete, USB Sanità non esclude ulteriori iniziative di mobilitazione, sottolineando la necessità di garantire condizioni dignitose sia ai pazienti sia agli operatori sanitari.










