Elmas, taxisti sul piede di guerra: “L’aeroporto ci chiede 170 euro per lavorare, blocchiamo lo scalo”

Centosettanta euro all’anno per ognuno dei ventidue stalli fuori da arrivi e partenze. Una decisione che fa infuriare tanti taxisti: “La Sogaer ci ha detto che se non paghiamo non possiamo più entrare, ma è interruzione di pubblico servizio”

Un pagamento di 170 euro per poter sostare negli stalli a poch metri dalle porte automatiche degli arrivi e delle partenze dell’aeroporto di Elmas. Non una novità, almeno a leggere il verbale di una riunione dello scorso 19 giugno 2015, incentrata sull’utilizzo della “prima corsia”. Rappresentanti delle cooperative dei taxisti, Sogaer e Comune di Cagliari avevano ragionato insieme. Con i taxisti che avevano definito “un onere troppo impegnativo” i 180 euro annui e l’aeroporto – con l’allora presidente Mareddu – che aveva evidenziato, tra le altre cose, “la volontà di garantire che l’attività del loro servizio si svolga in maggiori condizioni di sicurezza e impedendo l’accesso agli abusivi”. Alla fine, il compromesso: 120 euro, “pagamento ridotto per il primo anno”.

Ma adesso riesplode la polemica. “Ci hanno mandato la fattura, retroattiva, datata 31 dicembre 2017. Non vogliamo pagare i 170 euro”, dice Giovanni Frongia, portavoce della categoria dei taxisti, “se non ci faranno più entrare siamo pronti a bloccare l’aeroporto e a denunciare la società di gestione dell’aeroporto, perchè si tratterebbe di interruzione di pubblico servizio”. Una situazione che sembra essere molto calda. Nei prossimi giorni una delegazione di taxisti dovrebbe incontrare il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, per cercare di capire se esiste una soluzione più “morbida” rispetto a una protesta a pochi metri da check-in e piste.


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