Distesa di rifiuti vista mare a Muravera, i volontari ripuliscono lo scempio: “Trovati anche water e lavandini”

Un’estate rovinata dalla tanta spazzatura abbandonata a Costa Rei, i residenti indossano guanti e mascherine e riempiono duecento bustoni: “Colpa dei turisti? No, loro al massimo non fanno la differenziata”.

Si sono organizzati e, spalleggiati anche da assessori e consiglieri comunali, hanno trascorso gli ultimi giorni dell’estate 2021 a ripulire tutti bordi delle strade e i cespugli invasi dai rifiuti nella porzione di Costa Rei del Comune di Muravera. Armati di palette, guanti e mascherine, un gruppo di cittadini è riuscito a riempire “oltre duecento bustoni” con rifiuti di qualunque tipo: “Abbiamo trovato anche gomme d’auto, water, lavandini, bidet, batterie per macchine”, spiega il presidente del comitato, Luciano Zerbi. Giornate ecologiche a costo zero e fatica massima, quindi, in tutte le stradine dove ci sono le villette che affacciano sul golfo. L’ennesimo tentativo per ripulire e ridare dignità a una zona che, d’estate, è metà di tantissimi vacanzieri. Ma guai a puntare il dito contro chi è venuto nell’Isola a trascorrere le ferie. Meglio, loro al massimo possono essere accusati “di non fare correttamente la raccolta differenziata. Abbiamo recuperato tanti scarti di lavori edili, difficile che siano stati portati dai turisti”, nota Zerbi. “Sono state ripulite le zone di via Vespucci, via Monte Nai e il belvedere. Con tanta amarezza abbiamo riscontrato come queste aree continuino a subire l’incivile comportamento di quella che definiremo la razza umana”.
Insieme ai volontari anche il Comune: “Ha fornito i sacchi e i mezzi per trasportarli via, una volta riempiti. Con noi c’erano gli assessori Matteo Plaisant e Andrea Mura e i consiglieri Francesco Macis, Michele Secci e Tonina Cocco”. Per Zerbi “è stata una importante operazione, non risolutiva, che ha evidenziato i troppi anni di abbandono e le conseguenze di una irresponsabile gestione del territorio anche da parte di cittadini ed operatori. Discariche a cielo aperto di ogni genere evidenziano la necessità di un massiccio intervento di riqualificazione ambientale, certamente non facile da realizzare”.


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