Crisi in Comune irreversibile, si andrà al voto senza che la giunta Fadda porti a termine il mandato.
Dopo l’annuncio della sindaca https://www.castedduonline.it/maracalagonis-cade-la-giunta-fadda-la-dignita-non-e-in-vendita/?fbclid=IwdGRjcAQw87tjbGNrBDDzuGV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHoXYCFV8Gw8TeYv-6WSSn6g4ENyHHvRB28vmmf7LlGzo3vTlYprZOj0Ii9jN_aem_cOxITsOTPHFSBQ0pdBEABw
intervie Gianluca Mudu:
“La dignità non è in vendita. Il bene per il nostro paese non è in vendita.”
Leggo queste parole e, francamente, non posso far finta di niente.
Mi ero ripromesso di intervenire nei prossimi giorni con un post più ragionato sulla situazione politica di Maracalagonis.
Ma dopo questo comunicato, carico di allarmismo e ricostruzioni che definire forzate è poco, sento il dovere di intervenire subito.
Perché una cosa non la tollero: le prese in giro.
La Sindaca, ormai a fine esperienza amministrativa, parla di dignità.
La dignità, però, non è uno slogan da usare quando fa comodo.
La dignità è anche – soprattutto – saper prendere atto della realtà.
E la realtà è semplice: il bilancio è stato bocciato 9 a 8.
Non è un ricatto.
Non è un complotto.
È un voto.
E dietro quel voto c’è un dato politico che si continua a ignorare: da oltre un anno l’amministrazione comunale non aveva più una maggioranza.
Si è andati avanti su un equilibrio precario, appeso al sostegno esterno di un consigliere di opposizione. Una situazione fragile, evidente a tutti.
Quindi no, non è successo nulla di improvviso.
È successo quello che era inevitabile.
Se oggi si parla di irresponsabilità, allora diciamolo chiaramente: la vera irresponsabilità è stata andare avanti per mesi senza numeri, facendo finta che il problema non esistesse.
Questo sì che è mancanza di rispetto verso il paese.
Si tira in ballo il “bene del paese”.
Il bene del paese non è fare terrorismo politico.
Il bene del paese non è dire ai cittadini che si fermerà tutto.
Perché non è vero.
Il Comune non si blocca.
Esistono strumenti previsti dalla legge per garantire: i servizi essenziali, i servizi sociali, la continuità amministrativa.
Dire il contrario significa creare paura. Non informare.
Si parla di “bilancio tecnico”.
Ma davvero vogliamo raccontare che i bilanci degli anni passati erano politici?
No. Erano esattamente come questo: ordinaria amministrazione.
La verità è un’altra, e i cittadini la conoscono bene: in questi anni non c’è stata una visione, non c’è stata una strategia di sviluppo.
C’è stata gestione dell’esistente, sostenuta anche da una pioggia di finanziamenti arrivati in tutta Italia nel post-Covid.
Quali risultati concreti di crescita può rivendicare oggi questa amministrazione?
La risposta, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti.
E poi il tema del Commissario, usato come spauracchio.
Ricordo solo un fatto: l’ultima volta che Maracalagonis ha avuto un Commissario è stato approvato il PUC.
Quel PUC che oggi necessita aggiornamenti importanti e che, nonostante le promesse, l’amministrazione Fadda non è riuscita a portare a termine.
Quindi, davvero, di cosa stiamo parlando?
Poi c’è un passaggio che non posso accettare.
Si parla di consiglieri che “non vivono il paese” e “non sanno nulla di Maracalagonis”.
Tra questi ci sono anch’io. Non ho mai nascosto di abitare a pochi chilometri di distanza.
Ma Maracalagonis è il mio paese: qui sono nato, cresciuto, ho affetti, amici, legami profondi.
E nessuno si può permettere di mettere in dubbio questo.
Men che meno con toni e modalità che troppo spesso, in questi anni, hanno superato il limite del rispetto istituzionale.
Si parla di ricatti.
No, Sindaca.
Qui c’è solo un dato: non avevi più i numeri.
E quando non si hanno i numeri, si ha il dovere di prenderne atto.
Le strade erano semplici: dimettersi, oppure costruire un percorso serio per approvare il bilancio e poi rimettere la parola ai cittadini.
Si è scelto invece di forzare, sapendo che il bilancio non sarebbe passato.
E oggi si scarica la responsabilità sugli altri.
Come sempre: quando tutto va bene è merito del Sindaco, quando le cose vanno male è colpa degli altri.
Questo non è governare.
Questo è scaricare responsabilità.
La verità, al netto degli slogan sulla dignità, è molto più semplice: non è stato bloccato il paese, non è stato bocciato un “percorso tecnico”, è finita un’esperienza amministrativa che da tempo non aveva più una maggioranza
E quando non hai i numeri, non governi.
Non è cattiveria.
Non è un complotto.
È semplicemente democrazia”.
Mudu annuncia che “nei prossimi giorni entrerò nel merito di questi anni di amministrazione, numeri alla mano, perché i cittadini hanno diritto di sapere, senza filtri, cosa è stato fatto e cosa no”.













