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Manuela Murgia, la famiglia mostra il giubbotto strappato: “Dettagli che non sono solo dettagli”

“ È uno strappo che nasce da una forza. Una forza esercitata sul suo corpo”, le parole della famiglia

di Claudia Assanti
25 Marzo 2026
in cagliari, zapertura1

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Manuela Murgia, la famiglia mostra il giubbotto strappato: “Dettagli che non sono solo dettagli”

Una lotta per la verità che non si ferma è mai lo farà, per dare giustizia a Manuela Murgia, morta a soli 16 anni e ritrovata a Tuvixeddu nel febbraio del 1995. È ciò che la famiglia vuole venga dimostrato è ciò che Manuela ha vissuto nelle sue ultime ore di vita, rimarcando ancora una volta che no, non si è trattato di un gesto volontario ma di omicidio. A tal fine i familiari hanno deciso di mostrare il giubbotto di Manuela, con evidenti strappi.  Segni che secondo la famiglia mostrerebbero che Manuela, quel maledetto giorno, era stata trascinata.

“Ci sono dettagli che non sono solo dettagli” scrive la famiglia.

“Questo è il cappotto di Manuela.

Nella zona delle ascelle è lacerato, ampiamente, su entrambi i lati.

Non è usura.

Un taglio del genere non succede per caso.

È uno strappo che nasce da una forza.

Una forza esercitata sul suo corpo.

Il cappotto non era stretto (M) e Manuela indossava in genere capi small.

Non era abbottonato.

In una caduta si sarebbe aperto, avrebbe seguito il movimento.

Non si sarebbe lacerato così.

E invece si è strappato proprio dove qualcuno afferra, trattiene, solleva.

Le ascelle.

Il punto in cui una persona non può più difendersi.

Quando viene trasportata. Quando viene spostata.

Quel cappotto non è più solo un indumento.

È la prova silenziosa di ciò che Manuela ha subito.

Si lega a tutto il resto:

agli abiti sporchi dietro e puliti davanti,

alla mancanza di segni di una vera caduta,

nessuna traccia di impatto del corpo al suolo,

lo stesso cappotto è sporco internamente e non posteriormente, se non nei gomiti “casualmente”.

Sempre casualmente, nel cappotto sono presenti due tracce sul bavero sinistro e destro e sui polsi sinistro e destro.

Noi siamo la sua famiglia.

E questi non sono solo elementi tecnici.

Sono pezzi della sua voce.

Perché Manuela, anche attraverso un cappotto strappato, continua a dirci cosa è successo.

E noi non smetteremo di ascoltarla.

In attesa che anche per lei arrivi la verità, quella che le restituirà la dignità“.

Tags: manuela murgia
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