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Cortei Propal, blocchi stradali non autorizzati e aggressione alle forze dell’ordine: 91 indagati a Cagliari

La Procura della Repubblica di Cagliari, all'esito di due attività di indagine investigative svolte dalla DIGOS, ha emesso altrettanti avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 91 indagati.

di Fiorella Garofalo
24 Febbraio 2026
in cagliari, zapertura

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Cortei Propal, blocchi stradali non autorizzati e aggressione alle forze dell’ordine: 91 indagati a Cagliari
La Procura della Repubblica di Cagliari, all’esito di due articolate attività di indagine investigative svolte dalla DIGOS di Cagliari, ha emesso altrettanti avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ai sensi dell’art 415 bis del codice di procedura penale, nei confronti complessivamente di 91 indagati.
 
La prima attività investigativa ha riguardato i fatti commessi in occasione della mobilitazione di piazza a sostegno della causa palestinese sviluppatasi tra settembre e ottobre 2025.
In quel periodo infatti, anche il capoluogo – analogamente a quanto avvenuto in numerosi centri del territorio nazionale – è stato interessato da un’ampia e partecipata mobilitazione sviluppatasi in particolare in concomitanza con la partenza della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza e con il successivo blocco della stessa, avvenuto il 1° ottobre 2025 ad opera delle forze navali israeliane.
Le iniziative di protesta hanno visto la partecipazione di migliaia di cittadini e si sono svolte, nella quasi totalità dei casi, in una cornice di legalità e senza criticità sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, riscuotendo peraltro una significativa attenzione mediatica.
All’interno di tale contesto, tuttavia, si è registrata anche la presenza di gruppi ideologicamente orientati, riconducibili, si presume, alle componenti più oltranziste ed estremiste dell’area antagonista locale, che – facendo proprio lo slogan “blocchiamo tutto” – hanno progressivamente radicalizzato le iniziative di protesta, dando luogo a cortei non preavvisati o deviando deliberatamente dai percorsi previamente comunicati all’Autorità di Pubblica Sicurezza.
In particolare, nel corso delle manifestazioni svoltesi nei giorni 22 settembre, 3 ottobre e 4 ottobre 2025 alcuni gruppi hanno dato luogo a cortei non preavvisati, blocchi stradali su arterie cittadine strategiche con conseguenti disagi alla mobilità urbana e al regolare svolgimento dei servizi pubblici essenziali e ad episodi di contrapposizione anche violenta con le Forze dell’Ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico. Tali condotte hanno provocato rallentamenti della viabilità urbana e momenti di forte tensione, prontamente contenuti grazie al dispositivo predisposto sul territorio.
Attraverso un articolato lavoro di ricostruzione svolto nelle settimane successive, supportato dall’analisi delle immagini acquisite dal personale specializzato della Polizia Scientifica, la DIGOS di Cagliari ha identificato 72 persone, che, sulla base degli elementi finora raccolti, si ritengono coinvolte nei fatti di reato verificatisi nelle citate giornate. L’analisi ha peraltro evidenziato modalità operative ricorrenti, dalle quali emerge l’esistenza di probabili azioni preordinate e coordinate finalizzate a creare turbative all’ordine e alla sicurezza pubblica, in attuazione dello slogan “blocchiamo tutto”, tradottosi in azioni mirate a congestionare la viabilità cittadina e a ostacolare il regolare funzionamento dei servizi essenziali.
L’attività svolta conferma l’impegno della Polizia di Stato nel tutelare il diritto costituzionale di manifestare pacificamente, assicurando al contempo il rispetto della legalità e la salvaguardia dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Con riferimento ai fatti del settembre e ottobre 2025 si ipotizzano variamente, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, oltre alla contravvenzione dell’art. 18 TULPS per la violazione dell’obbligo di preavviso della manifestazione in luogo pubblico, le ipotesi di interruzione e turbamento del servizio di trasporto pubblico, blocco stradale e resistenza aggravata.
 
La seconda attività investigativa culminata con l’emissione di un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 19 indagati ha riguardato invece i fatti commessi il 1° novembre 2025, in occasione di una manifestazione regolarmente preavvisata, promossa dal movimento Blocco Studentesco, alla quale hanno preso parte circa 120 aderenti.
In quella circostanza circa 250 appartenenti al locale Coordinamento Antifascista si sono radunati in Piazza Garibaldi per dare avvio a una manifestazione di segno opposto, non preavvisata ex art. 18 TULPS che prevede che “i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico devono darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore“.
Nel corso di tale iniziativa, la testa del corteo antifascista, composta da numerosi soggetti travisati e impugnanti aste di legno, ignorando deliberatamente l’ordine di sciogliere la manifestazione più volte rivoltagli dal Dirigente del servizio di Ordine pubblico, ha iniziato ad avanzare compatta  – al fine di raggiungere, con intenti ostili, la manifestazione di Blocco Studentesco – e a  lanciare bottiglie di vetro e altri oggetti contundenti in direzione dei reparti schierati al fine di evitare che i due gruppi venissero a contatto.
Nonostante i reiterati tentativi di forzare gli sbarramenti di polizia, anche mediante il lancio di pietre, l’azione delle Forze dell’Ordine ha consentito di evitare l’avvicinamento tra i due gruppi, permettendo il regolare svolgimento della manifestazione di cui era stato dato regolare preavviso, che si è conclusa senza criticità.
Anche su questi fatti, grazie all’analisi delle riprese effettuate sul posto, sono stati identificati ulteriori 19 soggetti, presunti appartenenti al gruppo antifascista.
Con riferimento ai fatti avvenuti il 1^ novembre 2025, si ipotizzano, nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la contravvenzione di cui all’art.18 TULPS, per la violazione dell’obbligo di preavviso della manifestazione in luogo pubblico, e il reato di resistenza aggravata.
La gestione della manifestazione anche in questo caso ha evidenziato l’impegno da parte della Polizia di Stato a coniugare due esigenze fondamentali: tutelare il diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero e, al tempo stesso, prevenire situazioni di rischio per l’incolumità dei cittadini, evitando, come in questo caso, che gruppi contrapposti potessero entrare in contatto e dar luogo a episodi di violenza.
Si precisa peraltro che l’obbligo di preavviso indicato dall’art. 18 TULPS, violato in questa circostanza dai manifestanti antifascisti, non attribuisce al Questore un potere autorizzatorio sulla manifestazione, né incide sulla libertà costituzionale di riunione e di manifestazione del pensiero. La norma ha invece una funzione esclusivamente preventiva e organizzativa, finalizzata a consentire all’Autorità di Pubblica Sicurezza di conoscere per tempo le iniziative previste sul territorio e di valutare il contesto complessivo dell’ordine pubblico.
Il preavviso permette al Questore, in particolare, di predisporre i servizi necessari a garantire la sicurezza dei partecipanti, dei cittadini e degli stessi operatori di polizia, nonché di prevenire situazioni di rischio. Questo aspetto assume un rilievo centrale nei casi in cui, nella stessa giornata o nello stesso ambito territoriale, come nel caso di specie, siano previste manifestazioni diverse o contrapposte, rispetto alle quali l’assenza di comunicazione può rendere critica la gestione dell’ordine pubblico e aumentare il rischio di tensioni o incidenti.
Il Questore può pertanto vietare una manifestazione solo in casi eccezionali e in presenza di presupposti molto stringenti, in particolare, come sancito dall’art. 17 della Costituzione, quando sussistono comprovati motivi di sicurezza e incolumità pubblica, come nel caso in argomento in cui si fronteggiavano gruppi ideologicamente contrapposti.
Tags: Cagliari
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