Ami da pesca abbandonati in mezzo alla sabbia, da Giorgino a Maddalena le pericolose insidie sono state ingoiate da cani e si sono conficcate nei piedi dei passanti: ennesima segnalazione da parte dei cittadini, un invito rivolto ai pescatori, ossia quello di adottare un comportamento più civile e scrupoloso per il bene di tutti. Anche a Torre degli Ulivi la situazione non è migliore: i resti della caccia ai pesci sono stati rinvenuti più volte lungo il litorale. Una problematica non nuova, più volte è stata affrontata e messa in evidenza in seguito alle segnalazioni e testimonianze di chi, inavvertitamente, ha avuto a che fare con gli ami da pesca abbandonati. E questa volta, l’esperienza si ripete, si moltiplica: le vittime principali sono i cani che, a passeggio con i padroni, impattano contro le micidiali trappole. È un attimo per loro che finisca in bocca, ed è successo ancora, la settimana scorsa, a un cagnolino che ha ingerito amo e lenza a Maddalena spiaggia. Per fortuna l’oggetto estraneo è stato rimosso dal veterinario senza creare conseguenze all’animale, ma per tanti altri esemplari la sorte è stata avversa. “Il mio cane è morto per colpa di tre ami con ancora la lenza che gli hanno lacerato l’intestino” ha raccontato un residente. “La settimana scorsa l’ho tolto dalla bocca della mia cucciola, era agganciato dietro la lingua, amo e pesce ancora infilzato” spiega un altro. “Anche il mio cane ha ingoiato un amo con tutto il filo. A parte la sofferenza per la cagnetta, abbiamo scongiurato all’ultimo l’intervento chirurgico. Non aggiungo quanto è stato il costo del veterinario. Un invito ai pescatori, siate più civili e riportate a casa i vostri residui e gettateli nella spazzatura” spiega un altro cittadino. Ma non solo cani, tartarughe, uccelli sono le vittime del menefreghismo di una parte di chi ama pescare: “A me da poco, durante una passeggiata scalza, mi si è conficcato nel piede, per fortuna non in fondo quindi sono riuscita a toglierlo” racconta una cittadina. E per i bimbi, intenti a correre innanzi a tanto spazio dove scaricare le energie e che con le manine, sempre pronte a scoprire il mondo, frugano ovunque, il pericolo è dietro l’angolo, o meglio, nascosto tra la sabbia. Più sensibilità e rispetto verso l’ambiente e il bene comune, insomma, è ciò che chiedono i fruitori delle spiagge.