Continua la mobilitazione contro la maxi villa a due passi dallo stagno Notteri, e sul progetto in corso di valutazione interviene anche l’artista attivista Elena Pinna.
“Siamo andati a Porto Giunco, a Villasimius, dopo alcune segnalazioni ricevute da cittadini preoccupati.
“Qui, tra Cala Giunco e lo Stagno di Nottèri, una delle aree più delicate e vincolate della costa sarda, la società Cala Giunco S.r.l. ha riproposto un progetto edilizio denominato “Villa Giunco”, con una volumetria prevista di 564,23 m³.
Un progetto che si inserisce in una vicenda che va avanti da decenni, tra vecchi rustici, progetti di lottizzazione, ritrovamenti archeologici, vincoli paesaggistici e ambientali e numerosi procedimenti amministrativi e giudiziari”.
Si sono recati sul posto per “vedere con i nostri occhi cosa c’è oggi su quel terreno.
Nessun cantiere in corso, nessuna evidente attività edilizia recente. Ma una grande area recintata, vecchi ruderi, strade sterrate, tracce della presenza archeologica e, ancora visibile, persino un vecchio cartello di “inizio lavori” ormai arrugginito”.
Una storia che sembra non voler finire, insomma: “Il 10 luglio 2026 anche il Gruppo d’Intervento Giuridico è intervenuto presentando un’istanza di accesso alle informazioni ambientali e chiedendo alle autorità competenti di verificare la situazione”.
Pinna aggiunge: “Sia chiaro però: la nostra non è una crociata contro chi vuole costruire, fare impresa, creare lavoro, generare indotto o semplicemente costruire la casa dei propri sogni.
La nostra premura è che i nostri territori vengano rispettati e che laddove vi sono vincoli di tipo ambientali, archeologico o paesaggistico, questi vengano presi sul serio.
Che la nostra isola non diventi preda di chi vuole imporre un modello di sviluppo capace solo di creare nuovi schiavi a rinnovo, lasciando il deserto sul territorio.
Difendere il territorio dovrebbe essere dovere di tutti.
Grazie ai cittadini che ci hanno segnalato la situazione e a chi continua a tenere gli occhi aperti.
Continuiamo a vigilare e a proteggere la Sardegna”.













