UGL Giovani Sardegna: “Studenti lasciati fuori per pochi minuti di ritardo. Così la scuola tradisce la sua funzione educativa”.
Lasciare degli studenti fuori da scuola per pochi minuti di ritardo è una scelta incomprensibile e profondamente sbagliata. È quanto accaduto lo scorso 27 febbraio 2026 davanti al Liceo Eleonora d’Arborea di Cagliari, dove un gruppo di ragazzi non è stato ammesso all’interno dell’istituto alle 8:40, rimanendo di fatto escluso dalle lezioni.
Un episodio che ha scatenato proteste e polemiche tra studenti e famiglie e che sui social è stato raccontato con una frase diventata simbolo della vicenda: “porte chiuse e silenzi aperti”.
UGL Giovani Sardegna condanna con fermezza un approccio che, nel nome di un rigore amministrativo eccessivo, finisce per colpire proprio chi la scuola dovrebbe tutelare.
Gli studenti non possono essere penalizzati per pochi minuti quando esistono problemi oggettivi che riguardano la mobilità. A Cagliari il traffico nelle ore di punta è una realtà quotidiana; per gli studenti pendolari, invece, i ritardi dei trasporti regionali e i continui disservizi rappresentano un ostacolo ancora più grande.
In questo contesto, chiudere i cancelli e negare l’ingresso significa negare di fatto ore di lezione e diritto allo studio.
“La scuola deve educare, non punire”, sottolinea UGL Giovani Sardegna. “Un istituto superiore dovrebbe comprendere le difficoltà degli studenti e trovare soluzioni ragionevoli, non trasformare pochi minuti di ritardo in un’esclusione dalle lezioni”.
Il sindacato giovanile chiede alle dirigenze scolastiche maggiore buon senso nella gestione degli accessi e invita ad aprire un confronto serio con studenti e famiglie, soprattutto alla luce delle difficoltà croniche del sistema dei trasporti.
La scuola non può permettersi di diventare un luogo di esclusione. Chiudere le porte agli studenti per pochi minuti di ritardo non rafforza le regole: indebolisce la fiducia tra istituzioni e giovani.











