Diciotto domande, un mese di attesa e nessuna risposta. Giuseppe Farris torna sul futuro del mercato di San Benedetto e chiede chiarezza all’assessore comunale Marcialis sulla riqualificazione dello storico mercato cagliaritano, tra costi lievitati, modifiche progettuali e tempi che continuano ad allungarsi.
Il consigliere di CiviCA 2024 ricorda di aver presentato l’interrogazione il 17 settembre scorso, con una serie di quesiti puntuali per ricostruire l’andamento dell’intervento e conoscere le ragioni degli aumenti. «A distanza di un mese, nessuna risposta», sottolinea, contestando la mancata presa di posizione dell’assessore su una questione che riguarda uno dei luoghi più identitari della città.
Il primo nodo è quello economico. L’importo contrattuale relativo ai lavori e alla progettazione sarebbe passato da 20,77 a 25,02 milioni di euro, con un incremento superiore ai 4,2 milioni, oltre il 20 per cento. Farris chiede quali lavorazioni aggiuntive abbiano determinato il rincaro e perché siano emerse nuove esigenze progettuali dopo l’aggiudicazione di un appalto integrato, che comprende già la progettazione definitiva ed esecutiva.
Il consigliere vuole inoltre conoscere il fondamento contrattuale e normativo utilizzato per riconoscere le somme aggiuntive all’impresa. «Non è una questione secondaria: parliamo di milioni di euro di risorse pubbliche», rimarca.
L’attenzione si sposta anche sulle ulteriori risorse destinate all’operazione. Il Comune avrebbe stanziato altri 1,8 milioni di euro di avanzo libero per incrementare il quadro economico del mercato storico, mentre anche il mercato provvisorio di piazza Nazzari avrebbe registrato un aumento dei costi pari a 736mila euro.
Da qui la richiesta di una ricostruzione analitica dell’intera operazione finanziaria, che distingua gli incrementi contrattuali dalle risorse aggiuntive e permetta di capire quanto costerà effettivamente la riqualificazione.
A preoccupare Farris sono anche i tempi. Dal Documento unico di programmazione, osserva, emerge l’ipotesi di una riapertura nel 2028, con un anno di ritardo rispetto al cronoprogramma originario. Una prospettiva che alimenta le preoccupazioni per gli operatori commerciali, in attesa di poter tornare nella loro sede storica.
«I commercianti hanno il diritto di sapere quando potranno tornare nel loro mercato. I cittadini hanno diritto di conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche», afferma il consigliere, che richiama anche il ruolo del Consiglio comunale nel controllo sull’attività amministrativa.
La richiesta rivolta all’assessore Marcialis è dunque quella di fornire chiarimenti sui costi, sulle scelte progettuali e sui tempi di conclusione dell’intervento. «La trasparenza non può essere una concessione della Giunta», conclude Farris, ricordando che le 18 domande presentate il 17 settembre sono ancora in attesa di altrettante risposte.












