Rafforzare la collaborazione con i medici di medicina generale per costruire un nuovo modello di assistenza territoriale, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini e alle specificità geografiche e demografiche della Sardegna. È la proposta avanzata dalla Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, intervenuta questa mattina a Cagliari al Congresso regionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), nell’ambito della tavola rotonda istituzionale dedicata alle strategie per i nuovi modelli territoriali di assistenza.
L’ultimo rapporto Gimbe certifica che dal 2019 al 2024 più del 40% dei medici di medicina generale hanno abbandonato la nostra regione. Nonostante la contrattualizzazione di 130 nuovi Medici di medicina generale negli ultimi due anni, le sedi carenti sono 561 e 222871 sardi, circa il 13% della popolazione, non risultano coperti da medico di medicina generale e si affidano a misure straordinarie come gli Ascot.
Al confronto hanno preso parte, tra gli altri, il presidente nazionale della SIMG Alessandro Rossi, il presidente emerito Claudio Cricelli e il presidente regionale Carlo Piredda.
La Presidente Todde ha invitato i medici di medicina generale ad essere protagonisti del cambiamento, insieme alle istituzioni regionali: “Confrontandoci su temi specifici, come le Case di comunità e le sedi carenti, noi dobbiamo avere il vostro supporto a livello scientifico e organizzativo. Quindi la mia prima proposta, che vedremo di concretizzare, è quella di strutturare questo tipo di rapporto”, ha dichiarato la Presidente.
Nel corso del suo intervento, la Presidente ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare ai medici che hanno scelto di proseguire l’attività professionale oltre l’età prevista per il pensionamento: solo nel 2026, 56 professionisti “che avrebbero dovuto andare in pensione e che hanno deciso di rimanere in servizio, per continuare a dare il loro contributo”.
Sempre sul tema della carenza di personale la Regione ha introdotto nell’Accordo integrativo regionale incentivi economici per i medici che scelgono di operare nelle aree disagiate, con un contributo di 2.000 euro mensili per due anni, cui possono aggiungersi ulteriori 1.700 euro al mese per la partecipazione alle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT).











