“Una riflessione sulla mozione Massa-Piccoi presentata recentemente in consiglio comunale.
La mozione nasce da una considerazione molto semplice: il centro storico di Cagliari è un territorio fragile, con una sua identità, con residenti, attività economiche e una storia commerciale che negli ultimi anni è profondamente cambiata” spiega Sandra O. nel gruppo dedicato alla Marina.
“In alcuni quartieri si è assistito a una forte concentrazione di determinate tipologie di attività, mentre altre, come gli artigiani e le attività di vicinato, stanno progressivamente scomparendo. Questo processo sta creando difficoltà non soltanto a chi vive nei quartieri storici, ma anche alle stesse attività che vi operano, perché un centro storico vivo non può essere composto da una sola tipologia commerciale.
La finalità della mozione era quindi quella di aprire una riflessione e trovare strumenti per tutelare l’equilibrio del centro storico, cercando di favorire anche quelle attività che rischiano di non trovare più spazio.
Quindi, non si tratta di mettere un freno a un’intera categoria o di decidere a priori chi può o non può lavorare. Si tratta di capire come governare le trasformazioni del centro storico, conciliando le esigenze delle imprese con quelle dei residenti, il decoro, la vivibilità e la tutela dell’identità dei quartieri”.
Solo bar, tavolini e ristoranti, insomma, cambierebbero irrimediabilmente la caratteristica identità dei luoghi.
“Se poi gli strumenti previsti dalla normativa non consentono di intervenire in questa direzione, sarà un altro tema da affrontare. Ma questo non significa che il problema non esista.
Sorprendente, però, constatare come una questione che dovrebbe riguardare l’interesse generale venga troppo facilmente strumentalizzata, finendo per essere rappresentata come una contrapposizione tra categorie. Ancora di più preoccupa l’idea che, nel dibattito sul futuro del centro storico, si finisca per tutelare soltanto alcune categorie, dimenticando quelle più fragili o quelle che, silenziosamente, stanno scomparendo.
Credo invece che un’amministrazione debba avere il compito di ascoltare tutti e di cercare un equilibrio, senza privilegi o contrapposizioni: ristoratori, artigiani, commercianti, attività di vicinato, residenti e nuove imprese fanno tutti parte della vita del centro storico.
Per questo credo che sarebbe più utile confrontarsi sul merito della mozione, senza trasformarla in qualcosa che non è: non un attacco ai ristoratori, ma un tentativo di evitare che il centro storico perda definitivamente quella varietà di attività che lo ha sempre caratterizzato.
Il confronto con le categorie è assolutamente necessario e, proprio per questo, ci si auspica che si possa discutere serenamente, partendo dai contenuti reali della mozione e non dalle interpretazioni che ne sono state date. Alcune molto fantasiose e soprattutto, faziose. Le regole aiutano tutti, soprattutto nell’ottica dello sviluppo della città e di tutte le sue componenti”.










