Sedici mesi di trasferimenti e rinvii, con quattro sale operatorie ancora ferme e 28 posti letto inutilizzati al Businco di Cagliari. È la denuncia di Gianfranco Angioni, referente regionale USB PI Sanità, che chiede alla Regione di chiarire il futuro del centro oncologico e della chirurgia oncologica, trasferita al San Michele.
Al centro della vertenza ci sono anche le quattro nuove sale operatorie del Corpo F, realizzate con circa 11 milioni di euro del PNRR. La direzione generale indica dicembre 2026 come termine per la conclusione dell’intervento. “Dicembre deve essere una data vera, non l’ennesima scadenza da spostare. Vogliamo un cronoprogramma pubblico: lavori, impianti, collaudi, autorizzazioni, apparecchiature e personale. A noi non interessa sapere quando sarà pronto il cemento. Vogliamo sapere quando un paziente potrà entrare in quelle sale ed essere operato”, afferma Angioni.
Il sindacato chiede però di sapere anche quale sarà l’assetto della chirurgia oncologica una volta completato il blocco operatorio. “Dopo sedici mesi di trasferimenti, la Regione deve dire chiaramente se intende riportare la chirurgia oncologica al Businco oppure mantenere definitivamente l’attuale divisione tra le due strutture”, sostiene il referente USB.
L’altra emergenza riguarda i 28 posti letto già disponibili ma chiusi per mancanza di personale. “Non stiamo chiedendo di costruire un nuovo reparto: stiamo chiedendo di utilizzare una risorsa che l’ospedale ha già. Se quei posti restano chiusi per mancanza di personale, la responsabilità è di chi governa e organizza la sanità, non dei lavoratori”, dice Angioni, chiedendo assunzioni immediate e contestando il ricorso a straordinari e spostamenti di operatori per coprire le carenze.
USB PI Sanità vuole inoltre i dati relativi ai sedici mesi trascorsi: interventi oncologici effettuati, sedi delle operazioni, pazienti presi in carico, tempi di attesa, persone ancora in lista, personale trasferito e utilizzo dei posti letto. “Vogliamo i numeri. Perché dietro ogni lista d’attesa c’è una persona che aspetta di essere curata. In oncologia il tempo non è una statistica”, sottolinea Angioni.
La richiesta del sindacato è quindi che entro dicembre le quattro sale siano realmente operative e dotate del personale necessario, che i 28 posti letto vengano riaperti e che venga reso pubblico un piano sul futuro del Businco e della chirurgia oncologica. “Non vogliamo l’ennesima inaugurazione del cemento. Vogliamo vedere le sale funzionare. Vogliamo i 28 posti letto aperti. Vogliamo il personale necessario. Vogliamo sapere dove verrà curata la chirurgia oncologica. Dopo sedici mesi basta rinvii: la Regione dica la verità”.












