Trascorrono le giornate tra una panchina e l’altra, volti noti a chi vive e lavora tra via Sassari e piazza del Carmine, invisibili per tanti altri. Vivono alla giornata, sono fragili, spesso malati, arrabbiati con la vita che sinora non gli ha concesso una seconda possibilità. Sono uomini e donne, italiani e stranieri approdati in Italia in cerca di una fortuna che non c’è. Sono gli altri, sono tutti coloro che vivono ai margini della società.
Mariano Argiolas, titolare di una nota attività di ristorazione proprio davanti al prestigioso palazzo che ospiterà uffici comunali, racconta quanto vede dalle finestre, quelle storie raccontate dai volti sofferenti di chi vive in strada. Una stretta al cuore che lo ha invogliato a rivolgere un appello alle istituzioni: “Posizionate un bagno chimico, hanno bisogno di una toilette e non di andare dietro a dei pannelli per i loro bisogni fisiologici”.
Tra loro c’è anche una donna che ha seri problemi di salute e che deve ricorrere al bagno ogni 10 minuti. Situazioni estreme, che richiamano anche un potenziale rischio igienico sanitario: “Sono esseri umani, quell’angolo è diventato uno scempio e loro vanno perché non hanno altro posto”.
Argiolas conosce pressoché tutti, “molti sono rispettosi, mi aiutano e più volte sono intervenuti quando ci sono state forti tensioni”.
Ricevono in dono del buon cibo, un saluto, una chiaccherata: gesti semplici e normali che, per chi affronta la vita in salita, hanno un valore inestimabile.











