Assemini, salgono a 18 le salme in attesa di essere tumulate: sono raggruppate nella sala mortuaria, disposte sugli scaffali. Una situazione drammatica per i familiari che, da tempo, denunciano ciò che stanno vivendo.
Non c’è più spazio nel camposanto della città, i lavori per la realizzazione di nuovi loculi sono stati avviati ma intanto si continua a morire e ad attendere che giunga presto la degna sepoltura. Ma passano le settimane, i mesi e i feretri sono ancora lì, stipati tutti insieme, e con loro le lacrime dei parenti che non hanno nemmeno la possibilità di rivolgere una preghiera per i loro cari nella dignità che gli spetta.
Più volte la questione è stata affrontata dalla redazione di Casteddu Online, che ha raccolto gli appelli dei familiari dei defunti.
Oggi la questione si ripresenta poiché in pochi giorni le salme nella saletta sono salite a 18.
A denunciare quanto accade è l’ex presidente della Regione Mauro Pili: “Immagini devastanti, diciotto salme riposte in scaffali improvvisati, una vicenda che ad oggi non può più essere liquidata come un problema organizzativo-gestionale.
Esiste un Regolamento nazionale di polizia mortuaria e qualcuno deve spiegare se e come viene rispettato” spiega Pili.
“Il D.P.R. 285 del 1990, all’articolo 64, stabilisce che ogni cimitero deve avere una camera mortuaria per “l’eventuale sosta dei feretri prima del seppellimento”, non un luogo nel quale un’emergenza già denunciata con 8 feretri possa trascinarsi sino ad arrivare, due settimane dopo, a 18.
L’articolo 65 dello stesso Regolamento prescrive inoltre requisiti igienico-sanitari precisi per la camera mortuaria.
Ma c’è una norma ancora più importante per capire chi deve controllare: l’articolo 51 del D.P.R. 285/1990 stabilisce che “la manutenzione, l’ordine e la vigilanza dei cimiteri spettano al sindaco” e aggiunge che l’autorità sanitaria territoriale controlla il funzionamento dei cimiteri e propone al sindaco i provvedimenti necessari per assicurare il regolare servizio.
In Sardegna, inoltre, le competenze tecniche in materia di polizia mortuaria e igiene cimiteriale fanno capo ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di prevenzione delle Asl.
E allora le domande diventano inevitabili: dov’è il Comune?
Dov’è il servizio sanitario competente? Quando è stato effettuato l’ultimo controllo nella camera mortuaria di Assemini?
Esiste un verbale di verifica delle condizioni igienico-sanitarie del locale?
È stata verificata la ventilazione prevista dalla legge?
Sono state controllate le condizioni di conservazione dei 18 feretri e i tempi della loro permanenza?
Chi ha autorizzato o comunque consentito che questa situazione passasse dagli 8 feretri denunciati il 28 luglio ai 18 di oggi?
C’è poi un dato che rende necessario un controllo sanitario immediato. In piena estate, con giornate che arrivano a 37 gradi, mi è stata documentata anche una temperatura di circa 27 gradi all’interno del locale.
Quelle condizioni sono state verificate dalla Asl? sono considerate adeguate per la permanenza contemporanea di 18 feretri in quella saletta?
Serve una risposta ufficiale, non una rassicurazione!
Mancano i loculi? I lavori sono fermi? Non sono state programmate per tempo le estumulazioni? Esistono problemi amministrativi?
E soprattutto, se il problema era già noto da tempo perchè dal 28 luglio si è atteso che gli 8 feretri diventassero 18?
Diciotto feretri in attesa di sepoltura nel 2026 impongono controlli immediati, responsabilità chiare e una soluzione nelle prossime ore.
Le famiglie hanno diritto di sapere, hanno diritto, come i loro cari, al rispetto”.












