Cagliari, vetrine spente e marciapiedi vuoti persino di sabato. Via Garibaldi, un tempo cuore pulsante dello shopping cittadino, oggi restituisce ancora una volta l’immagine di un declino che sembra non conoscere tregua. Nelle ore centrali della giornata la strada appare deserta, segnata da serrande abbassate, muri imbrattati e negozi low cost o comunque legati alla grande distribuzione. Del salotto buono della città resta poco più di un ricordo.
Il colpo d’occhio è quello di una via che ha perso identità e attrattiva. I negozi storici hanno lasciato spazio a insegne anonime o a locali sfitti, mentre il flusso di persone si è drasticamente ridotto. Anche il sabato, giorno tradizionalmente dedicato alle compere, non riesce più a riportare vita tra le vetrine.
Il malessere non si ferma a via Garibaldi. Poco distante, via Manno mostra gli stessi segnali di affanno, con spazi chiusi e un’atmosfera di abbandono che stride con il passato recente. Persino via Sulis, considerata fino a poco tempo fa una delle arterie più eleganti e ricercate del centro, appare svuotata e silenziosa, lontana dall’immagine di lusso e vivacità che l’aveva resa un punto di riferimento.
Un declino che interroga la città e le sue politiche urbane, tra cambiamenti nei consumi, crisi del commercio tradizionale e difficoltà a rilanciare il centro storico da parte dell’amministrazione comunale. Intanto, tra serrande abbassate e strade sempre più vuote, Cagliari assiste allo spegnersi di alcune delle sue vie simbolo.










