Cumuli di rifiuti, detriti edilizi e materiali che potrebbero contenere amianto sono stati individuati ai margini del Parco naturale regionale di Molentargius–Saline, in località Perdalonga – Costa Bentu, nel territorio di Quartu Sant’Elena. A lanciare l’allarme è ancora una volta il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), che il 2 gennaio 2026 ha formalmente chiesto la rimozione immediata dei rifiuti e il ripristino ambientale dell’area.
La zona interessata è di altissimo pregio ambientale: si tratta infatti di un’area naturale protetta, sottoposta a vincolo paesaggistico, inserita nella Rete Natura 2000 e regolata dal Piano Territoriale Paesistico. Un contesto che rende particolarmente grave ogni forma di abbandono illecito di rifiuti, ancor più se potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.
L’episodio si inserisce in un quadro già critico. Nelle scorse settimane, infatti, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale aveva concluso indagini che hanno portato all’individuazione di un soggetto responsabile di ripetuti sversamenti di rifiuti speciali con l’obiettivo di interrare una porzione di zona umida. L’area era stata sottoposta a sequestro preventivo e la Procura della Repubblica di Cagliari aveva avviato un procedimento penale per diverse ipotesi di reato.
In quell’occasione erano scattati anche gli obblighi di bonifica ambientale a carico del trasgressore, con la possibilità di un coinvolgimento della Regione Sardegna e di altri proprietari dei terreni in caso di inadempienza.
Ora, però, emergono nuovi elementi di preoccupazione: tra i rifiuti segnalati dal GrIG figurano detriti sospetti per la presenza di amianto e persino un mastello per la raccolta differenziata del Comune di Maracalagonis, a dimostrazione di un degrado diffuso e reiterato.
La segnalazione è stata indirizzata al Comune di Quartu Sant’Elena, al Corpo Forestale e, per conoscenza, alla Procura di Cagliari, affinché vengano accertate le responsabilità e adottati interventi urgenti.
«C’è davvero da chiedersi – sottolinea il GrIG – per quale motivo alcune persone continuino ad accanirsi contro l’ambiente e la salute pubblica, mettendo a rischio un’area di straordinario valore per risparmiare pochi soldi».
Un nuovo capitolo, dunque, nella lunga battaglia per la tutela di Molentargius, simbolo di biodiversità ma anche, troppo spesso, di incuria e illegalità ambientale.












